Lunedì 7 Settembre 2020 18:09

Parco Belloni a Vigna Clara, 1658 metri quadri di degrado

Non c’è pace per “Parco Belloni”, il giardino abbandonato che si trova tra Corso Francia e Via di Vigna Stelluti, all’angolo con l’omonima via. Proprio stamattina, sotto un sole cocente, l’ennesimo punto della situazione. Ad incontrare i residenti di Vigna Clara, ormai esausti per le condizioni in cui versa il piccolo parco, c’era il Presidente […]

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Non c’è pace per “Parco Belloni”, il giardino abbandonato che si trova tra Corso Francia e Via di Vigna Stelluti, all’angolo con l’omonima via. Proprio stamattina, sotto un sole cocente, l’ennesimo punto della situazione.

Ad incontrare i residenti di Vigna Clara, ormai esausti per le condizioni in cui versa il piccolo parco, c’era il Presidente del XV Municipio, Stefano Simonelli, che dopo un duro scontro sui social nei giorni scorsi con uno di questi, aveva dato appuntamento a tutti alle 13 di oggi, 7 settembre, davanti l’entrata dell’area verde.

Un giardino, quello di via di Vigna Stelluti, che, seppur di soli 1658 metri quadri, fino alla sua chiusura era sempre stato funzionale al quartiere essendo di fatto l’unica area verde della zona e il solo parchetto facilmente raggiungibile anche a piedi dai residenti.

Sorto nella primavera del 2007 e costato alle tasche dei romani circa 70mila euro, quel fazzoletto di verde non ha avuto mai pace e
dopo diverse chiusure e riaperture nel corso degli anni
, è stato definitivamente interdetto tre anni fa e da quel momento giace in uno stato di completo abbandono.

Adottato un tempo dal comitato di quartiere “Comitato Parco Belloni residenti e commercianti Vigna Stelluti” che, supportato appunto dai commercianti di zona, ne curava la manutenzione e si faceva carico della pulizia, oggi Parco Belloni è diventato invece luogo di spaccio e di bivacco, mal frequentato soprattutto nelle ore notturne – anche a causa dell’assenza di illuminazione nonostante sia tutto pronto per l’allaccio in rete – ma impraticabile anche di giorno.

Il giardino, la cui chiusura è indicata solo da una grossa rete in metallo posta all’entrata del parco che non ne impedisce però l’accesso, resta comunque frequentabile, motivo per cui soprattutto la notte diventa dormitorio per sbandati, oltre a versare in uno stato di totale degrado: bottiglie abbandonate, rifiuti, alberi abbattuti e mai sostituiti, erba incolta, resti di panchine, siepi mai potate.

A peggiorare la situazione una fognatura che non ricevendo più acqua dalla fontanella del parco, allaga costantemente l’area rovinando la pavimentazione e favorendo la presenza di animali.

Insomma, da quando tre anni fa il parco è stato chiuso per una deformazione di una piccola porzione di terreno causata dalle radici di un pino seguita dall’abbattimento di numerose piante e dall’immediato sbarramento all’accesso al giardino, nessuno ha saputo più nulla, né tanto meno qualcuno ha fatto qualcosa.

Oggi però Simonelli ha spiegato ai residenti che hanno partecipato all’incontro che la competenza sul parco è del Dipartimento capitolino alla Tutela Ambientale, lo stesso che tre anni fa ne ordinò la chiusura.


“E’ un peccato – sostiene il presidente – che dopo tutto questo tempo non si sia ancora trovata una soluzione utile alla riapertura; il Municipio, che di fatto non ha nessuna competenza sull’area, ha comunque voluto avviare un percorso che coinvolgesse anche la cittadinanza, perché si potesse arrivare ad una soluzione rapida e concreta. Come Istituzione sul territorio in questo caso purtroppo possiamo solo limitarci a dare un indirizzo su una zona su cui non abbiamo potere diretto, indirizzo che poi dovrebbe essere recepito dall’organo competente”.

A suffragare quanto affermato, c’è una nota di fine febbraio dell’Assessore municipale all’Ambiente Pasquale Annunziata – presente anch’egli all’incontro oltre ai consiglieri Luisa Petruzzi (Gruppo Misto), Giorgio Mori (FDI) e Marcello Ribera (PD) – scritta proprio a margine di una riunione su questi temi, in cui si richiedeva espressamente per Parco Belloni l’immediata piantumazione di nuove alberature e una nuova organizzazione dell’area verde e dell’area giochi, con una zona riservata ai cani decentrata rispetto a quella dedicata ai bambini.

Indipendentemente dalle responsabilità e dalle competenze la cui distinzione poco affascina essendo comunque l’amministrazione un tutt’uno, quello che i cittadini chiedono è l’immediata riapertura del parco, con una bonifica della zona.

Disposti ancora una volta, se fosse necessario, a riprendere in mano le sorti del giardino curandone la pulizia e intervenendo con piccoli interventi di manutenzione, i residenti di Vigna Clara vogliono un intervento rapido: “Se la responsabilità è del Comune e non del Municipio, che allora il Comune faccia qualcosa” – ha ripetuto uno dei presenti.

“Il percorso è già stato stabilito, stiamo solo aspettando che si vada avanti in questa direzione, ormai è davvero troppo tempo ed è ora di avere certezze.” – ha fatto loro eco Simonelli.

In attesa degli esiti dei prossimi incontri, per la riqualificazione del parco i cittadini chiedono che venga prevista anche una recinzione dell’area verde e della zona giochi, trattandosi di un giardino proprio limitrofo alla strada e soprattutto che il parco possa essere regolato da un orario di apertura e di chiusura, così da evitare il bivacco notturno.

Ludovica Panzerotto

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