Sabato 12 Settembre 2020 19:09

Danilo De Cesare, doctor bike

Prima motociclista in pista, poi gestore di bistrot, ora alla guida di una start up per aiutare i ciclisti e convincere le aziende a passare alla mobilità su due ruote

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Al principio Danilo De Cesare non guidava la bici, come oggi, ma una moto. Quando aveva 13 anni, a Paola – Calabria tirrenica – quello che lo appassionava era modificare, riparare, guidare motociclette, fare corse in pista. Ventotto anni dopo, a Roma, si è reinventato una carriera da imprenditore di bici e monopattini, e scommette sull’aumento di ciclisti e piste ciclabili nella Capitale, anche grazie alla pandemia.

Danilo, 41 anni, ha fondato da qualche mese “DoctorBike”, con l’idea di lanciare un’app e una rete di officine mobili che si spostano al servizio dei ciclisti lungo le strade di Roma. L’app, sviluppata da amici che lavorano all’università di Calabria, dovrebbe essere lanciata entro metà ottobre. Oltre a chiedere aiuto tecnico e preventivi, servirà anche a ottenere eventualmente assistenza medica e legale, e il trasporto della bici. Due officine mobili sulle sei previste sono invece già a disposizione degli utenti nel centro storico, da metà agosto. Mentre nel negozio – lui lo chiama “hub” – che ha aperto a Via Del Gesù si vendono e si riparano bici, e-bike e monopattini. 

Ma Danilo, con cui lavorano oggi quattro collaboratori, tutti patiti delle due ruote,  ha fatto anche un accordo con due note società di monopattini elettrici in sharing nella Capitale: nell’officina si ricaricano le batterie, poi i trottinette vengono distribuiti nelle strade romane, trasportati con bici-cargo.

 

Danilo, infaticabile, sta anche organizzando ciclovisite per turisti e un “aperibici”, già previsto per il 4 ottobre: visita alle principali bellezze di Roma con pranzo finale in un ristorante del centro. A giorni lancerà poi un crowdfunding per finanziare un altro progetto che ha in mente, quello di bike-bus per portare i ragazzini a scuola pedalando, mentre alle aziende propone il suo programma “bike to business”: attrezzare negli uffici spazi dove i dipendenti che vengono in bici possano parcheggiare, cambiarsi e riporre le loro cose negli armadietti.

Ma come è arrivato a Roma e a alle bici, Danilo? Storia lunga che, dicevamo, comincia con le due ruote, ma a motore. A 16 anni, nel 1995, inizia la carriera da pilota motociclistico, nei campionati italiani. Ma la Calabria è lontana dai circuiti, anche solo per fare una prova bisogna macinare centinaia di chilometri, trasportando la moto. E poi, dice, meccanici e tecnici non sono all’altezza. Nel 1996 si trasferisce allora a Roma, dove vive e lavora uno zio. 



La carriera continua, corre per qualche anno, anche all’estero, ma nel 2001 decide di smettere: per andare avanti ci vogliono troppi soldi. Figlio e nipote di ristoratori, inizia a lavorare nel settore, gestisce un bar-bistrot in centro. Nel 2016, però, lascia, dopo essere arrivato a lavorare anche 16 ore al giorno dietro il bancone. Nel frattempo si è sposato, sono nate due bambine. Inizia a usare la bicicletta per spostarsi in città. “Mi sono accorto allora dei problemi dei ciclisti urbani, della difficoltà di trovare una ciclofficina, anche soltanto di gonfiare una ruota”.

Mentre continua a lavorare nel bar dello zio e gestisce due affittacamere, si iscrive a un incubatore per start up con sede anche a Roma, Peekaboo, perché vorrebbe trasformare l’idea di “DoctorBike” in un’impresa vera e propria. Nel periodo del lockdown, in bici o a casa, butta giù spunti e appunti, e il progetto è pronto. Studia la situazione del settore a Roma, parte con un certo ottimismo sui guadagni possibili.



Ora
DoctorBike
, definito “un sistema smart di assistenza ai ciclisti urbani”, ha debuttato, Danilo De Cesare confessa di passare già un numero spropositato di ore al lavoro: “ho cambiato gabbia”, confessa, riferendosi al vecchio bar. Ma si diverte.

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