Mercoledì 16 Settembre 2020 10:09

Colleferro, Black lives matter-Usa per Willy: basta odio



La morte del giovane di origini capoverdiane ucciso a calci e pugni ha scavalcato l'oceano, suscitando parole di condanna e appelli al coraggio

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La morte di Willy Monteiro Duarte, il giovane di origini capoverdiane ucciso a Colleferro, ha scavalcato l’oceano e raggiunto i leader del movimento
Black lives matter
statunitense, suscitando parole di condanna e appelli al coraggio. «Da quando ho saputo dell’omicidio di Willy non faccio che domandarmi quale possa essere stato il suo ultimo pensiero. Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia Monteiro Duarte e a chi è stato colpito dall’odio razziale e dalla violenza. Non dobbiamo restare in silenzio»: a parlare in un video è Alexandria Maloney, fondatrice e presidente
The World is Watching
(Twiw), organizzazione con sede a Washington che sostiene il Blm statunitense.

A ottenere il filmato, l’organizzazione Neri italiani black italians (
Nibi
), che si batte per i diritti dei “nuovi italiani” e che ha indetto per venerdì 18 settembre a Roma, in piazza San Giovanni alle 18, una preghiera per ricordare
Willy Monteiro
. «Noi sosteniamo Nibi – ha continuato Maloney – e la sua battaglia in Italia per la giustizia sociale, la parità dei diritti e la tutela delle vite dei neri, perciò invitiamo tutti a partecipare alla fiaccolata per Willy che hanno organizzato a Roma venerdì 18 settembre. Facciamo sentire la voce per i nostri diritti».

All’Agenzia Dire Maloney, esperta di inclusione sociale con otto anni di esperienza e diversi riconoscimenti alle spalle, ha spiegato: «The World is Watching è composta da 2mila membri tra organizzazioni, attivisti e comuni cittadini che a giugno, al culmine delle proteste per
George Floyd
negli Stati Uniti, hanno deciso di unirsi per sostenere il Black lives matter a livello internazionale. Ci battiamo per ottenere cambiamenti in politica, all’interno delle nostre società e per la tutela dell’ambiente». A ispirare The World is Watching, secondo la sua presidente, c’è «la dinamica che negli anni ’60 portò a tanti progressi nei diritti civili». Un impegno oggi portato avanti anche attraverso la “Campaign zero” che ha già ottenuto «migliaia di firme». Oltre a monitorare e mettere in contatto gli esponenti del (e con il) Black lives matter globale, questi attivisti puntano a «ottenere dai governi un comune appello affinché negli Stati Uniti cessino le brutalità della polizia e il razzismo sistemico».



fiori nel luogo dove venne ucciso willy monteiro
I cortei che dalla morte di Floyd continuano a susseguirsi negli Stati Uniti «hanno prodotto cambiamenti importanti ma c’è ancora tanta reticenza», osserva le presidente di Twiw, convinta che «le presidenziali di novembre potrebbero essere un punto di svolta positivo. Joe Biden si è dimostrato sensibile alla necessità di fare delle riforme. Al contrario, il presidente Donald Trump ha ignorato completamente nei suoi discorsi le istanze degli afroamericani».

Sempre alla Dire il presidente di Nibi Paolo Barros ha dichiarato: «Quello che è successo a Colleferro, per mano dei nostri giovani e tra le nostre strade, è un fatto gravissimo che impone una riflessione. Qualcuno ha soffiato sul fuoco dell’intolleranza, per questo dobbiamo unire le forze per il bene comune, per questo abbiamo contattato la rete del Black lives matter: confidiamo nella giustizia italiana ma odio e violenza non devono più avvenire in nessuna parte del mondo».

16 settembre 2020

 

 

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