Giovedì 17 Settembre 2020 09:09

Unione europea, Von der Leyen: il Covid nell’agenda Ue



A Bruxelles il primo Discorso della presidente della Commissione sullo stato dell'Unione. L'annuncio di un vertice globale sulla sanità, da svolgersi in Italia

L'articolo
Unione europea, Von der Leyen: il Covid nell’agenda Ue
proviene da
RomaSette
.

leggi la notizia su RomaSette





«Questo è il momento dell’Unione europea, che deve affrontare un momento di fragilità». Il Parlamento europeo riunito a Bruxelles ha accolto ieri, 16 settembre, il primo “Discorso sullo stato dell’Unione” pronunciata dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Un’ora e mezza di discorso, con un lungo elenco di interventi da realizzare su scala europea, rafforzando la collaborazione tra Stati membri e istituzioni comunitarie. A cominciare dall’impegno a «non lasciare indietro nessuno», fino all’idea di realizzare un’Europa moderna, creando una «sovranità digitale europea», e al progetto di «un vero piano per la ripresa», come ha definito Next Generation Eu.

Centrale il tema della pandemia di Covid-19, che ha attraversato l’intero discorso, avendo di fatto modificato l’intera agenda Ue. «Vogliamo dimostrare che l’Europa non lascia gli Stati da soli nell’ambito della sanità pubblica», le parole di von der Leyen, che ha parlato di una «Unione della sanità». Quindi l’annuncio: «Con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 organizzeremo un vertice globale sulla sanità in Italia». L’obiettivo: «Dimostrare che l’Europa c’è per proteggere i suoi cittadini». Ancora, «vogliamo aumentare i finanziamenti di Eu4Health: potenziare l’agenzia europea dei medicinali, istituire un’agenzia per la ricerca e lo sviluppo biomedico avanzato, e infine discutere la questione delle competenze in materia sanitaria».

Intervenendo sull’emergenza sanitaria, la presidente della Commissione Ue ha ribadito che «nessuno sarà sicuro finché non saremo sicuri tutti»; di qui gli investimenti per giungere al più presto a un vaccino disponibile per tutti e l’annuncio del Global Health Summit che si dovrà tenere in Italia. «Il cambiamento che stiamo progettando – ha osservato –  non deve essere imposto dall’emergenza della pandemia ma rispondere a un progetto di trasformazione» dell’economia (Green Deal), degli stili di vita, della presenza Ue nel mondo. E ancora: «La pandemia non è superata, per questo dobbiamo anzitutto esserci per chi ha bisogno, unendo le nostre forze».

Malattia ma anche disoccupazione e povertà: queste le tre grandi questioni da affrontare con urgenza, «anche attraverso la costruzione di un’economia umana». Sottolineata anche, da Von der Leyen, l’importanza di «rafforzare l’economia sociale di mercato dell’Europa» e di «proteggere i lavoratori e le imprese dagli shock esterni». Va in questa direzione la promessa di proporre un quadro giuridico per la fissazione del salario minimo. Non solo: la presidente della Commissione si è impegnata anche a promuovere il mercato unico, rafforzare l’Unione economica e sociale, ripristinare il pieno funzionamento dello spazio Schengen, aggiornare la strategia industriale dell’Ue e adattare il suo quadro di concorrenza. Ha quindi rivelato che la Commissione europea proporrà di aumentare l’obiettivo per il 2030 di riduzione delle emissioni inquinanti dal 40% al 55%. «Ciò – ha detto – metterà l’Ue sulla buona strada per la neutralità climatica entro il 2050». In più, Von der Leyen ha annunciato che il 30% del budget di 750 miliardi di euro di Next Generation Eu verrà raccolto tramite obbligazioni verdi. E il 37% del finanziamento sarà investito negli obiettivi del Green Deal europeo, compresi i progetti europei “faro”: idrogeno, bioedilizia e un milione di punti di ricarica elettrica.

Anche il tema dell’innovazione e della competitività, nel Discorso sullo stato dell’Unione. L’Europa, nelle parole della presidente della Commissione, «deve ora aprire la strada al digitale, o dovrà seguire la via degli altri». L’obiettivo è quello di rispondere alla crisi economica e rilanciare imprese e lavoro. Di qui la richiesta di un piano comune per l’Europa digitale con obiettivi «chiaramente definiti per il 2030», come connettività, competenze e servizi pubblici digitali. Nel digitale, ha anticipato, l’Ue investirà il 20% del budget di Next Generation Eu.

Per quanto riguarda la politica estera – comprese quindi le grandi emergenze politiche e umanitarie, dalla Bielorussia alla Turchia, dalla Russia all’Africa -, Von der Leyen ha chiesto «la rivitalizzazione e la riforma del sistema multilaterale», comprese le Nazioni Unite, l’Omc e l’Oms. E ha esortato gli Stati membri ad accettare il voto a maggioranza qualificata sulle relazioni esterne , «almeno sui diritti umani e sull’attuazione delle sanzioni». L’Europa, ha detto a proposito di «nuovi inizi con vecchi amici», è pronta a costruire «una nuova agenda transatlantica con gli Stati Uniti» e a raggiungere un accordo con il Regno Unito per il Brexit, «a condizione che onori l’accordo di recesso, una questione di diritto su cui non torneremo mai indietro».

Nelle parole della presidente dell’esecutivo Ue anche un «pacchetto di ripresa economica per i Balcani occidentali» e la necessità di rafforzare i rapporti con l’Africa come «partner naturale», quindi l’annuncio che «la prossima settimana la Commissione presenterà il suo nuovo Patto sulla migrazione, con un approccio basato sull’umanità, la solidarietà» e una «netta distinzione tra chi ha il diritto di restare e chi no». Ribadito prima di tutto però «il dovere di salvare le vite in mare» e di contrastare la tratta di essere umani. La Commissione, ha aggiunto, «si farà avanti e si assumerà la responsabilità» di affrontare la situazione dopo l’incendio di Moria. Poi ha chiesto con vigore l’impegno di tutti gli Stati membri, perché «la migrazione è una sfida europea e tutta l’Europa deve fare la sua parte».

Da ultimo, Ursula von der Leyen ha annunciato anche un «piano d’azione europeo contro il razzismo» che la Commissione presenterà a breve, unitamente all’impegno a rafforzare le leggi sull’uguaglianza razziale ed estendere l’elenco dei crimini a livello dell’Ue a tutte le forme di crimini ispirati dall’odio e discorsi d’odio, basati su razza, religione, genere o sessualità. La Commissione, ha spiegato, nominerà anche il suo primo coordinatore contro il razzismo in assoluto. Presenterà una strategia per rafforzare i diritti Lgbti e «spingerà per il riconoscimento reciproco delle relazioni familiari nell’Ue: se si è genitori in un Paese lo si è in tutti i Paesi».

17 settembre 2020

L'articolo
Unione europea, Von der Leyen: il Covid nell’agenda Ue
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI