Lunedì 5 Gennaio 2026 14:01
Giubileo 2025, un bilancio positivo


La conferenza stampa con l'arcivescovo Fisichella, il sottosegretario Mantovano, il sindaco Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Rocca, il prefetto Giannini. Oltre 33 milioni di pellegrini. Il presule: presenze mai viste nei luoghi di preghiera. Il primo cittadino: «Un volano per Roma»
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Con la Messa presieduta da Papa Leone XIV e la chiusura della Porta Santa di San Pietro termina ufficialmente domani, martedì 6 gennaio, il Giubileo ordinario della Speranza. Alla celebrazione sarà presente, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un Anno Santo scandito da 35 grandi eventi, segnato dai grandi numeri dell’accoglienza ma soprattutto caratterizzato dal succedersi di due pontificati. Inaugurato da Papa Francesco nella notte di Natale 2024, è proseguito dopo la sua morte, avvenuta il 21 aprile, sotto la guida di Leone. «Già questo fa comprendere quanto complessa sia stata la macchina organizzativa». Il funerale di Bergoglio e l’elezione di Prevost si sono aggiunti alla programmazione giubilare, «mostrando al mondo la capacità di organizzarsi con determinazione e sicurezza».
Ad affermarlo l’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, intervenuto alla conferenza svoltasi questa mattina, lunedì 5 gennaio, nella Sala stampa della Santa Sede, per tirare le somme del Giubileo, che «è stato realmente un anno di grazia e occasione per rianimare la speranza», e analizzare il suo impatto religioso, sociale e organizzativo grazie a quello che è stato ribattezzato “metodo Giubileo”, ossia la collaborazione interistituzionale tra Santa Sede, Governo, Regione Lazio, Comune di Roma e prefettura.
I pellegrini che sono stati a Roma con le loro «attese e aspettative» sono stati 33.475.369 (fedeli che in via della Conciliazione si sono messi in cammino diretti alla Porta Santa anche questa mattina sotto la pioggia battente). La maggior parte provenivano dall’Europa (62.63%). A seguire America del nord (16.54%), America del sud (9.44%), Asia (7.69%).
Nelle basiliche e nei luoghi di preghiera, come per esempio il santuario della Scala Santa, «si sono registrate presenze mai viste – ha aggiunto Fisichella -. Roma, secondo la sua vocazione, ha saputo essere accogliente e ha espresso il volto di una città sicura dove i vari servizi, dai trasporti alla sanità, hanno funzionato per il bene della città, dei pellegrini e dei turisti, che non sono mancati». A tal proposito, rispondendo a chi per tutto l’anno ha temuto una flessione nel turismo “classico”, ha sottolineato che «la presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno».
Anzi, per il sindaco di Roma e commissario straordinario di Governo per il Giubileo, Roberto Gualtieri, il Giubileo è stato «un volàno per la città. Non ci sono ancora i dati definitivi, ma sicuramente in termini di turismo si supererà il record storico del 2024 e le previsioni ci dicono che il 2026 sarà ancora un anno di crescita». Quello appena trascorso è stato anche l’anno delle grandi opere realizzate a Roma. Gli interventi, ha ricordato Gualtieri, sono stati «332 di cui 204 conclusi o parzialmente conclusi. La spesa complessiva stanziata dal Governo è stata di 1,7 miliardi. Ne sono stati spesi il 70%. Ma per gli interventi indifferibili è stato speso il 90%. Abbiamo cercato non solo di accogliere i pellegrini, ma di far vivere loro lo spirito del Giubileo nelle piazze, nelle strade, con i romani».
Nel 2033 sarà celebrato il bimillenario della Redenzione. Al momento non vi sono garanzie sull’indizione di un nuovo Giubileo che spetta solo al Papa, come ha ricordato Fisichella. Pensando comunque alle celebrazioni che interesseranno Roma tra sette anni, e a chi dovrà organizzarle, il consiglio del sindaco è di «prepararle quanto prima e di esportare il metodo Giubileo».
Il sottosegretario Alfredo Mantovano non ha nascosto la «difficoltà» a sintetizzare un anno particolare se si pensa alle giovani vittime della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, «al dolore dei loro genitori, a chi da quattro giorni lotta in ospedale tra la vita e la morte con gravi ustioni», se si pensa alle guerre che «non hanno conosciuto sosta durante l’anno», o al 2026 che si è aperto «non proprio sotto i migliori auspici». Ha riflettuto che «non è compito delle istituzioni dare risposte alle domande cruciali sul senso della vita e della morte, ma è compito delle istituzioni non spegnere questi interrogativi». Mantovano ha sottolineato la collaborazione interistituzionale, quel “metodo Giubileo” che sarebbe da brevettare, e che «il Governo sta riproponendo per affrontare tante altre sfide».
Per il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la collaborazione interistituzionale «ha trasmesso serenità e non competizione. Il metodo giubileo non è un metodo di poteri straordinari ma è il modo in cui la pubblica amministrazione dimostra buon senso e buona volontà. Abbiamo fatto una corsa contro il tempo che ci ha ripagato».
Dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini, il grazie a tutte le forze dell’ordine che hanno consentito che «tutto si svolgesse in sicurezza e di trasmettere sicurezza in maniera non oppressiva e non militarizzata ma grazie a un capillare lavoro di prevenzione».
5 gennaio 2026
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