Mercoledì 7 Gennaio 2026 19:01
“Vita privata”, un giallo che sconfina nella psicologia


Regista la francese Rebecca Zlotowski. Protagonista la celebre Jodie Foster, carriera impreziosita da due Premi Oscar. Film vigoroso in cui l'attrice interpreta una famosa psichiatra
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A Parigi, oggi. La routine di Lilian Steiner, famosa psichiatra, cambia quando scopre che Paula, una delle sue pazienti, è morta in circostanze misteriose. Da subito molti sospetti cadono su Simon, il marito della donna…Clima teso, atmosfere nervose, sospetti a fior di pelle abitano Vita privata (Vie privée), nuovo film di Rebecca Zlotowski … Siamo, lo si capisce subito, nei territori del giallo, o, meglio, di quel versante del giallo con molti sconfinamenti nelle zone più nascoste della psicologia. Ad affiancare Lilian nella sua indagine c’è il marito Gabriel, col quale sta passando qualche momento di difficoltà. A questi tre personaggi principali va aggiunta Paula, la donna deceduta in circostanze da chiarire. A Lilian il compito di mettere ordine negli eventi.
La regista (la francese Zlotowski, ha diretto nel 2022 I figli degli altri, pregevole dramma familiare) ha detto, quasi ad aiutare lo spettatore: «Mi fu subito chiaro che questa psichiatra dovesse sembrare così oppressa dal senso di colpa per la morte della sua paziente da iniziare a chiedersi se fosse stato davvero un suicidio». Forse Lilian indaga su sé stessa, o sulla propria responsabilità per il crimine commesso? Come si vede, la materia dentro la quale si muove Lilian è ampia e intricata, fa emergere il problema della responsabilità individuale e di colpe non recepite della propria vita familiare. In effetti è sempre stimolante tornare periodicamente a confrontarsi con un “genere” cinematografico di grande riscontro popolare.
Vita privata è, fin dal titolo, omaggio al film omonimo di Louis Malle del 1961, ma i punti d’incontro non vanno oltre. In seguito i film divergono e in questo odierno siamo portati ad incontrare una protagonista che rimanda al cinema americano più solido e tradizionale. Nel ruolo di Lilian c’è infatti Jodie Foster, tra i nomi di punta dello star system Usa degli anni ’60.
Nata a Los Angeles nel 1962, avviata da bambina alla professione grazie agli spot pubblicitari, esplosa a livello internazionale con Taxi driver di Martin Scorsese (1976), la Foster si costruisce una carriera con tanti film prestigiosi, impreziosita da due Premi Oscar come migliore attrice protagonista per Sotto accusa (1989) e per Il silenzio degli innocenti (1992). La Foster ha girato film anche in Italia ( Casotto di Sergio Citti, 1977) e ha imparato la lingua francese al punto da recitare in questo film nella madre lingua originale. Certo da noi il doppiaggio è un po’ snaturante (non più di tanto, i doppiatori italiani sono i migliori…) ma anche i protagonisti francesi non sono da meno: parliamo di Daniel Auteuil, Virginie Efira, Mathieu Amalric. Al tirar delle somme, un film vigoroso fatto con la cura e l’attenzione di una volta. Che si vede sempre con piacere.
7 gennaio 2026
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