Mercoledì 7 Gennaio 2026 23:01
Lazio-Fiorentina 2-2 con due rigori (e uno negato)
Chissà come sarebbe finita, si chiedono i delusi tifosi romani, se l’arbitro Sozza non avesse...
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Chissà come sarebbe finita, si chiedono i delusi tifosi romani, se l’arbitro Sozza non avesse negato alla Lazio quel rigore, apparso netto, che al 19’ del primo tempo ha fotografato Gila trattenuto in area da Pongracic.
Poi, per fortuna dello spettacolo, nel secondo tempo sono arrivati i gol veri, entrambi bellissimi. Al 52’ il più bello, quello di Cataldi che triangola con Vecino e fa secco De Gea. È il gol dell’ex, il lazialissimo Daniele spedito per un anno in esilio a Firenze.
Poco tempo per festeggiare. Quattro minuti dopo ci pensa Gosens a far capire che la Fiorentina non è scesa all’Olimpico per scherzare. È Fagioli che regala al tedesco un pallone d’oro che abbatte il muro della Lazio.
Sull’1-1 la partita riparte con più voglia di conquistare i tre punti, necessari alla Lazio per non sentirsi esclusa dall’Europa e indispensabili alla viola per fare un passo verso l’abbandono della zona dove si respira aria di serie B. E arrivano dal cielo i due rigori. All’89’ quello, più dubbio dell’altro negato ai romani, procuratosi da Gudmundsson trascinandosi la gamba destra dietro quella sinistra di Gila.
La sconfitta è troppo amara da digerire per la Lazio, che decide di restituire l’affronto. E così, al 95’, Comuzzo esagera con le affettuosità verso Zaccagni e lo trascina a terra a poche decine di centimetri dalla porta viola. Il compito di fare giustizia se lo assume Pedro, che non sbaglia mai nei momenti decisivi.
Insomma, un punticino ciascuno, che non risolve i problemi di nessuno, ma sempre meglio di niente. Però, quel rigore negato… (Bruno Cossàr)
