Giovedì 8 Gennaio 2026 15:01
Vino. via libera a quello dealcolato, confindustria: chance per veneto
Con l’entrata in vigore del decreto relativo alla dealcolazione, l’Italia ha finalmente l’opportunità di “recuperare...
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Con l’entrata in vigore del decreto relativo alla dealcolazione, l’Italia ha finalmente l’opportunità di “recuperare un ritardo competitivo e di presidiare un mercato in forte crescita, come già avviene da anni in Germania, Francia e Spagna”. Questa affermazione proviene da Settimo Pizzolato, presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, il quale commenta la nuova possibilità normativa che offre prospettive interessanti per le imprese italiane, in particolare per quelle del Veneto. La norma consente al settore vitivinicolo di rispondere a una domanda internazionale sempre più crescente di vini a basso contenuto alcolico e dealcolati, segmenti che stanno vivendo una forte espansione, specialmente nei mercati extraeuropei. “Il modo di bere vino è cambiato – sottolinea Pizzolato – ci si sta allontanando da un modello consolidato sin dal secondo dopoguerra, caratterizzato da vini sempre più strutturati e alcolici. Questi ultimi continueranno a mantenere una loro fetta di mercato, ma oggi stiamo assistendo all’emergere di una nuova fase: vini leggeri, aromatici e freschi, ideali per molteplici occasioni di consumo”. Il vino dealcolato è prodotto a partire dall’uva e riesce a mantenere profumi e sapori: “Non si tratta di un prodotto artificiale – spiega Pizzolato – grazie all’utilizzo di macchinari innovativi e investimenti in tecnologia enologica, oggi è possibile rimuovere l’alcol senza compromettere le caratteristiche sensoriali del vino”. L’Italia si affaccia a questo segmento con un patrimonio di competenze enologiche e tecnologiche che possono fare la differenza, valorizzando la qualità e l’identità dei prodotti. “Il settore ha tutte le potenzialità per conquistare quote di mercato significative a livello internazionale – aggiunge Pizzolato – i produttori italiani, e in particolare quelli del Veneto orientale, con il loro talento, sapranno creare qualità in una categoria dalle enormi potenzialità. Fondamentali saranno le scelte in vigneto, la gestione della vendemmia e ogni singola fase in cantina”.
Inoltre, continua Pizzolato, “sarà altrettanto importante il confronto continuo e lo spirito di squadra tra produttori, per condividere esperienze e garantire standard elevati per questi nuovi prodotti”. Il contesto internazionale rimane segnato da tensioni e conflitti ancora aperti che influenzano la fiducia degli imprenditori e la loro capacità di pianificare investimenti a lungo termine. La stabilità globale e la protezione dei valori democratici non possono essere considerate scontate, e richiedono un’attenzione e una responsabilità da parte di tutti gli attori economici. Tuttavia, Pizzolato predilige un approccio improntato alla fiducia e all’ottimismo: “Nonostante queste sfide, il settore vitivinicolo italiano e veneto ha oggi l’opportunità di trasformare l’innovazione normativa in nuove chance di mercato. Con competenza, tecnologia e la qualità dei prodotti, le nostre imprese possono affrontare i cambiamenti nei consumi, consolidare la propria posizione internazionale e valorizzare i territori con fiducia e visione”.
(RED_D)
