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Venerdì 9 Gennaio 2026 19:01

Tragedia di Crans-Montana, Reina: «Una ferita che riguarda tutti»



Nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo la celebrazione in ricordo delle vittime del rogo in Svizzera. Presente la premier Meloni insieme alla squadra di governo, capigruppo parlamentari e leader delle opposizioni

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Non c’è maggioranza né opposizione. Nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso c’è il cordoglio di un’Italia unita nel dolore per le 40 giovani vittime, sei delle quali italiane, della strage di Capodanno nel bar Le Constellation di Crans-Montana. I nomi e le storie del sedicenne romano Riccardo Minghetti, dei coetanei Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo e della quindicenne Sofia Prosperi, hanno scosso la coscienza del Paese.

Nel giorno del lutto in Svizzera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, seduta in prima fila, ha invitato per questo pomeriggio, 9 gennaio, la squadra di governo, capigruppo parlamentari e leader delle opposizioni a partecipare a un momento di “unità nazionale” con una messa presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina, il quale ha subito sottolineato che si tratta di un lutto che travalica i confini privati. «Ci sentiamo vicini alle loro famiglie – ha affermato nell’omelia – e li consideriamo parte delle nostre famiglie, in un dolore che patisce tutto il nostro Paese, facendoci sentire un’unica grande famiglia che soffre».


           

Tra i banchi una ventina di familiari tra i quali Massimo e Carla, i genitori di Riccardo. Il pensiero è rivolto anche ai 116 feriti, 14 dei quali connazionali. Poco più che adolescenti, da nove giorni lottano «per la vita e la guarigione – ha affermato il porporato -, aiutati da soccorritori, e assistiti da medici, infermieri, psicologi, nell’ospedale Niguarda di Milano e in tutti gli altri centri sanitari, che ci hanno mostrato, loro per primi, e ci mostrano con lacrime e sudore, che sono tutti figli nostri».


           

La celebrazione si è tenuta proprio mentre veniva arrestato Jacques Moretti, titolare del locale teatro della tragedia. Per il Governo presenti, tra gli altri, il sottosegretario Alfredo Mantovano, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, per l’opposizione Elly Schlein e Giuseppe Conte. Tra i banchi anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Commentando il racconto evangelico della tempesta sul lago di Tiberiade, Reina ha spiegato come esso diventi specchio della cronaca di questi giorni. La barca dei discepoli in balia delle onde oggi è «quel locale di festa che si è rivelato una trappola mortale». Quanto accaduto in una manciata di minuti nel bar Le Constellation è «un vortice che ci avvinghia – le parole del vicario -. Siamo tutti noi, ora, su quella barca, a cercare l’uscita che quei ragazzi non hanno trovato per mettersi in salvo. Il vortice di morte sconvolge i sentimenti, una spirale indomita inghiotte storie, volti, sguardi, sorrisi, sogni, sfigurando la bella giovinezza».


           

Dall’ambone Reina ha denunciato senza giri di parole «una morte che non solo si poteva evitare, ma che si doveva evitare». Nelle tragedie è forse naturale domandarsi dov’era Dio, ha riflettuto il porporato. «Lo troveremo, nel suo Figlio – ha detto -, accanto a noi nella barca sconvolta dall’impeto delle acque, troppo piccola per vincerne la forza. Lo troveremo vittima con chi è vittima, figlio tra i nostri figli morti, feriti, lacerati da quanto accaduto, e la causa non dovrà essere cercata in cielo, ma in terra». A tal proposito ha sottolineato che il dolore sarebbe più acuto «se di quanto accaduto rimanesse la cenere dei silenzi, dell’assenza di spiegazioni, dell’opacità e dell’inerzia nella ricerca delle cause». La lezione di Crans-Montana impone una «custodia del diritto alla giovinezza che non ammette negligenze». Tra i concelebranti il vicegerente Renato Tarantelli Baccari e monsignor Francesco Pesce, rettore della chiesa di San Gregorio Nazianzeno presso la Camera dei Deputati.

 

9 gennaio 2026

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