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Sabato 10 Gennaio 2026 16:01

Reina: arginare la cultura di chi giustifica la guerra

corso di formazione missionaria, Caracciolo, Albanese, Reina, 10 gennaio 2026
corso di formazione missionaria, Caracciolo, Albanese, Reina, 10 gennaio 2026
Uno sguardo sulla situazione internazionale in apertura del corso di formazione missionaria organizzato con Limes. Gli interventi di Albanese e Caracciolo. La centralità della Cina e l'emergere della Turchia

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corso di formazione missionaria, Caracciolo, Albanese, Reina, 10 gennaio 2026
corso di formazione missionaria, Caracciolo, Albanese, Reina, 10 gennaio 2026
Offrire chiavi di lettura «per comprendere il mondo che cambia, unendo la conoscenza geopolitica al discernimento spirituale». Questo lo scopo del nuovo corso di formazione missionaria nato dalla collaborazione tra il Centro diocesano per la Cooperazione missionaria tra le Chiese e la rivista di geopolitica Limes che ha preso il via questa mattina, 10 gennaio, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense. “La Rivoluzione mondiale. Mappe, poteri, missione oggi: come orientarsi nel caos globale” è il tema scelto per questa edizione 2026.

corso di formazione missionaria, Giulio Albanese, 10 gennaio 2026
corso di formazione missionaria, Albanese, Caracciolo, Parise, 10 gennaio 2026
Ad aprire i lavori, padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio diocesano, che ha sottolineato l’importanza di «leggere questa attualità, questo passaggio storico e questo tempo di profonda trasformazione» in cui «il diritto internazionale sembra essersi dissolto in bolle di sapone». Albanese ha richiamato le parole di Papa Leone rivolte al ai rappresentanti del Corpo diplomatico presso la Santa Sede, incontrato lo scorso venerdì.

«Il pontefice invita a riflettere sul primato della dignità della persona umana – ha riferito il sacerdote comboniano -, ribadendo che la pace è il risultato di un impegno paziente fondato sul dialogo», quella pace che «interpella la coscienza dei popoli e la responsabilità dei credenti».

corso di formazione missionaria, Reina, 10 gennaio 2026
Anche il cardinale vicario Baldo Reina, nel suo saluto iniziale, ha messo in luce che «come diocesi di Roma abbiamo la responsabilità di conoscere i problemi attuali in modo puntuale e di interiorizzare certi contenuti» nonché di «offrire una mentalità diversa, arginando la cultura di chi giustifica la guerra», perché «sono sempre gli uomini e le donne a cambiare la storia».

Centrale l’intervento di Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista Limes, che ha trattato de “La rivoluzione mondiale vista da Roma” in quanto «città che è simbolo universale, con una storia antica, e che non è solo la capitale ma anche dove ha luogo la Santa Sede», fulcro della fede cristiana che conta «un miliardo e 400 milioni di battezzati sparsi nel mondo».

corso di formazione missionaria, Albanese, Caracciolo, Parise, 10 gennaio 2026
corso di formazione missionaria, Albanese, Caracciolo, Parise, 10 gennaio 2026
In primo luogo, lo sguardo è stato rivolto verso l’America, che «vive una crisi d’identità mai sperimentata», ha notato Caracciolo, e dove «Trump per ritrovare la grandezza ha bisogno di sfruttare tutte le risorse materiali ed economiche, con un’idea espansiva e “immobiliarista” per disporre di spazi, risorse e materie prime, specie quelle con cui si realizzano le tecnologie legate all’intelligenza artificiale».

corso di formazione missionaria, Lucio Caracciolo, 10 gennaio 2026
Da qui l’interesse per la Groenlandia, «le sue risorse e l’acqua che la circonda, fondamentale per il raffreddamento dei data center dell’AI», ha illustrato ancora l’esperto. La «partita dell’Artico riguarda anche l’alleanza Russia-Cina», quest’ultima destinata a «diventare centrale nell’egemonia globale e che si considera in una scalata verso la vetta del pianeta, anche se molte ambizioni dovranno essere ridotte per via dei problemi interni».

Quanto all’Europa, «il continente con l’età mediana più alta al mondo, con l’Italia quale Paese più anziano con età media di 49 anni», Caracciolo ha spiegato come non si tratti solo di «un dato biologico ma anche culturale» perché apre a prospettive diverse, «meno motivate a cambiare quello che vedo, specie se nel mio ambito specifico è pacifico». Da ultimo, uno sguardo all’«emergere nello scenario mondiale della Turchia, nuova potenza: l’unica, un domani, in grado di garantire una forma di controllo sulla striscia di Gaza».

corso di formazione missionaria, Caracciolo, Alberto Parise, 10 gennaio 2026
Prima dello spazio dedicato al dibattito, la riflessione di fratel Alberto Parise, missionario comboniano, che riprendendo il messaggio per la giornata della pace di Papa Leone, ha provato a rispondere alla domanda «Come vivere in questo mondo come comunità cristiana?». Il religioso ha esortato a «vivere non con paura ma con speranza», vedendo «le comunità cristiane come “artigiane di pace”», capaci di far sperimentare, «nel buio delle tenebre, la luce concreta della pace, per noi Cristo Risorto».

10 gennaio 2026

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