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Sabato 10 Gennaio 2026 17:01

Ricerca. Sviluppato primo polmone umano su chip da staminali

“È stato sviluppato il primo polmone umano su chip, un dispositivo innovativo in grado di...

#attualità
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“È stato sviluppato il primo polmone umano su chip, un dispositivo innovativo in grado di replicare con grande precisione i movimenti respiratori e le patologie associate a questo organo vitale. Questo straordinario progresso rappresenta un importante passo avanti nel campo della ricerca scientifica. L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) ha accolto con entusiasmo questa notizia, sottolineando che dimostra come la scienza possa progredire senza il ricorso a esperimenti su animali”.

L’innovazione è frutto del lavoro di un team di ricercatori del Francis Crick Institute in collaborazione con l’azienda biotecnologica AlveoliX, e il risultato di questo studio è stato pubblicato sulla rinomata rivista ‘Science Advances’. “Siamo ora in presenza di un modello di polmone umano su chip, realizzato utilizzando cellule staminali umane – si legge in una nota ufficiale – questa tecnologia consente di studiare le patologie polmonari e testare le sostanze in modo più affidabile rispetto ai tradizionali modelli animali, che sono stati storicamente considerati poco predittivi per l’essere umano”.

Questa scoperta dimostra chiaramente quanto “sia anacronistico e persino svantaggioso dal punto di vista scientifico continuare a fare affidamento sulla sperimentazione animale. La scienza oggi ci conferma che esistono strumenti di ricerca più efficaci, in grado di fornire risultati più attendibili per l’essere umano, oltre a essere eticamente sostenibili”, ha dichiarato Massimo Comparotto, presidente dell’OIPA Italia. Alla luce di questa innovazione, il recente passo indietro riguardo al divieto di sperimentazione animale per le sostanze di abuso e per il trapianto di organi tra specie diverse appare “ancora più controverso: nel 2026 è indispensabile, oltre che possibile, sostenere e promuovere studi di ricerca all’avanguardia, che si basino su tecniche moderne e abbandonino metodi eticamente inaccettabili”, ha concluso la nota. (RED_D)

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