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Lunedì 12 Gennaio 2026 11:01

Dialogo con gli ebrei: al centro la “Nostra Aetate”



Il 14 gennaio alla Gregoriana, con Di Segni e Spreafico, l’incontro in vista dell'annuale Giornata. Protagonisti il rabbino Di Segni e il biblista Spreafico. Un sussidio sul sito dell’Ufficio Cei

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La Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei – che si celebrerà sabato 17 gennaio – sarà «un’occasione importante per approfondire i rapporti ebraico-cattolici », specialmente «di fronte al momento presente, di cambio d’epoca, e in vista del futuro». A presentare la 37ª Giornata dedicata è monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti, che spiega come «nella nostra diocesi ci ritroveremo il 14 gennaio all’Università Gregoriana, accolti dal Centro cardinale Bea».

Nell’ateneo a due passi da piazza Venezia alle 18 si confronteranno sul tema della Giornata “«In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gn 12,3). Sessant’anni di Nostra Aetate” il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni e il biblista Ambrogio Spreafico, vescovo emerito di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri. A introdurre i lavori, Massimo Gargiulo, pro-direttore del Centro per gli studi giudaici “Cardinale Bea”. Guardando al brano biblico scelto per questa Giornata, monsignor Gnavi osserva come si tratti di «uno spunto esegetico che ci sorprende e che ci aiuta a capire più a fondo il messaggio biblico» e che «ci dà la forza di superare i contrasti, con uno sguardo lucido gli uni verso gli altri» così che «insieme, cattolici ed ebrei, avvertiamo la responsabilità e la necessità di sradicare radici nuove e antiche di antisemitismo, in un tempo in cui cedere a odi razziali e religiosi è molto facile».

Ancora, il sacerdote mette in luce come «nel caos del tempo attuale» è importante «avere come ancoraggio dei riferimenti spirituali» e dunque rimanda al sito dell’Ufficio nazionale Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, dove si ha la possibilità di scaricare il sussidio dedicato alla Giornata e altri materiali utili ad offrire alle comunità cristiane (parrocchie, gruppi, associazioni, movimenti, comunità, istituti religiosi, circoli culturali, federazioni, scuole) degli strumenti per avviare e sostenere, nei differenti contesti, processi di dialogo con le realtà ebraiche e di riscoperta delle radici ebraiche della e nella fede cristiana. Gnavi osserva come i messaggi dei vescovi e dei rabbini d’Italia scritti a commento del brano biblico scelto per la riflessione di quest’anno «esprimono entrambi, di fronte al momento storico presente e anche futuro, la coscienza e la consapevolezza di una parentela spirituale profonda tra cattolici ed ebrei, una parentela che per noi cristiani è irrinunciabile perché Gesù era un ebreo».

Il responsabile dell’Ufficio diocesano illustra in particolare come da un lato i vescovi «fanno riferimento alla benedizione di Abramo che associa e unisce ebrei, cristiani e musulmani, ossia le tre fedi monoteiste», mentre da parte loro i rabbini «mettono in evidenza come in Abramo e attraverso Abramo si realizza la scelta di Dio di un popolo che poi raggiunge tutti i popoli». Scrivono infatti i vescovi italiani che «è meraviglioso ricordare, soprattutto in questi tempi, che come cristiani e come ebrei siamo dentro la medesima benedizione. Un cammino diverso, ma radicati nella stessa benedizione»; si legge invece nelle parole del rabbino Alfonso Arbib, presidente dell’Assemblea rabbinica, che «il brano biblico scelto per la riflessione di quest’anno» dice «del compito di portata universale che il Signore affida ad Abramo e al popolo che da questi sarebbe disceso».

12 gennaio 2026

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