Lunedì 12 Gennaio 2026 11:01
Leone: in Iran e Siria «si coltivino dialogo e pace»


Nell'Angelus dell'11 gennaio il Papa ha ricordato i «nuovi attacchi in Ucraina» e rinnovato l'appello a «intensificare gli sforzi per arrivare alla pace». Quindi ha rivolto lo sguardo al Medio Oriente
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Al termine dell’Angelus di ieri, 11 gennaio, festa del Battesimo del Signore, il Papa ha fatto sentire ancora la sua voce per la pace. «In Ucraina nuovi attacchi, particolarmente gravi, indirizzati soprattutto a infrastrutture energetiche, proprio mentre il freddo si fa più duro, colpiscono pesantemente la popolazione civile», ha ricordato, assicurando la sua preghiera «per chi soffre» e rinnovando «l’appello a cessare le violenze e a intensificare gli sforzi per arrivare alla pace». Quindi ha rivolto lo sguardo al Medio Oriente, in particolare all’Iran e alla Siria, dove «persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone». Per queste aree di crisi, ha espresso l’auspicio che «si coltivi con pazienza il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell’intera società».
Poco prima, facendo riferimento alla festa liturgica e ai battesimi celebrati nella mattinata, aveva detto: «Prego per i bimbi nati in condizioni più difficili, sia di salute sia per i pericoli esterni» e aveva voluto estendere la sua benedizione «a tutti i bambini che hanno ricevuto o riceveranno il battesimo in questi giorni, a Roma e nel mondo intero», affidandoli «alla materna protezione della Vergine Maria. La grazia del battesimo, che li unisce al mistero pasquale di Cristo, agisca efficacemente in loro e nei loro familiari», le parole di Leone.
12 gennaio 2026
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