Lunedì 12 Gennaio 2026 17:01
“A Screen Has No Edges”: Emanuela Moretti e il corpo che si rifrange nello spazio digitale
Lo schermo non ha confini, e nemmeno il corpo contemporaneo. Così si apre “A screen has...
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Lo schermo non ha confini, e nemmeno il corpo contemporaneo. Così si apre “A screen has no edges, personale di Emanuela Moretti che ha inaugurato il nuovo spazio romano Studio Orma. Fino al 12 febbraio 2026, il pubblico è invitato a esplorare un interno domestico sospeso tra intimità e distorsione, dove oggetti quotidiani – tende, specchi, lavandini – diventano dispositivi di riflessione sul rapporto tra corpo, immagine e virtualità.
Studio Orma, laboratorio umano nel cuore di Monteverde, è uno spazio ibrido tra galleria, project room e artist-run space, dedicato a giovani artisti under 30. Qui l’arte non si limita a mostrarsi, ma si sperimenta come tessuto relazionale e strumento di indagine antropologica. La domanda che guida lo spazio è semplice e radicale: quali sono i limiti di una stanza?
La mostra di Moretti risponde con sculture meccanomorfe e forme amorfe che ricordano vertebre modulari: un corpo femminile frammentato, che si espande, si moltiplica e si rigenera. Stampe digitali di pelli e frammenti epidermici trasformano la superficie in una nuova epidermide, un piano di contatto tra reale e digitale. La modularità delle opere, concatenabile all’infinito, riflette la proliferazione della rappresentazione del corpo nell’era digitale, dove l’immagine di sé si costruisce e si moltiplica come un organismo virtuale.
Ogni elemento dello spazio, dalla tenda che non copre nulla allo specchio punteggiato di ciglia finte, è un invito a confrontarsi con la percezione, la cura di sé e il residuo carnale che persiste nella meccanizzazione del mondo. Accompagnata da un testo critico concepito come thread di forum, la mostra permette ai visitatori di entrare nel discorso digitale, prolungando la conversazione oltre i confini fisici della stanza.
“A screen has no edges” è più di una mostra: è un laboratorio sensoriale e intellettuale sul corpo contemporaneo, un luogo dove realtà e virtualità si fondono, si frammentano e si rigenerano, senza mai porre confini definiti.
