Martedì 13 Gennaio 2026 14:01
Periferie, cinque nuove chiese con il progetto Cei


Presentato il “Programma nuove chiese” alla presenza del cardinale Reina: «Adottata una strada nuova, più sostenibile ed economica». Gli interventi saranno realizzati con fondi 8×1000 e cofinaziamento della diocesi di Roma
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Nelle periferie romane ci sono comunità parrocchiali vive, impegnate nella crescita spirituale, attive nella carità, ma da anni in attesa di un complesso parrocchiale. Celebrazioni liturgiche e attività pastorali vengono svolte in garage, locali o piccoli appartamenti. Per cinque di queste il tempo dell’attesa sta per finire. Grazie anche ai fondi dell’8 per mille alla Chiesa cattolica e al cofinanziamento della diocesi di Roma saranno presto costruiti gli edifici di culto per le comunità di Santa Brigida di Svezia a Palmarola e San Giovanni Nepomuceno Neumann a Montespaccato per il settore Ovest, per Sant’Anselmo alla Cecchignola e San Vincenzo de’ Paoli sul lungomare di Ostia (entrambe nel quadrante sud di Roma) e per Sant’Anna a Morena, periferia est. Per quest’ultima previsti lavori di ampliamento.
Il 20 gennaio sarà infatti lanciato l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse per individuare sul territorio nazionale i progettisti che potranno partecipare al concorso per la costruzione dei 5 complessi parrocchiali. L’annuncio è stato fatto questa mattina, 13 gennaio, nel corso della conferenza stampa di presentazione del “Programma nuove chiese” svoltasi nella sede della Conferenza episcopale italiana e moderata da padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma.
Un lavoro «frutto di un dialogo iniziato un paio di anni fa con la Cei» ha spiegato il cardinale vicario Baldo Reina. Durante le visite pastorali nelle comunità parrocchiali prive di un edificio di culto, ha percepito «chiaramente come la comunità stessa sia in sofferenza» ha affermato. È stata adottata una «strada nuova» che presta «maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica – le parole del porporato -. Si è pensato a edifici più leggeri, più contenuti negli spazi, realizzati con materiali che consentano un risparmio energetico». La Diocesi, ha osservato «è da sempre molto attenta alla costruzione di nuovi edifici specie nelle zone periferiche, in quartieri molto popolosi dove i fedeli attendono da anni un luogo consono per le celebrazioni».
I progetti saranno realizzati in base alle esigenze delle varie comunità dislocate nei diversi quadranti della città, da Ostia a Roma Nord. I fondi 8 per mille, hanno consentito in Italia «la realizzazione di 79 complessi parrocchiali dal 2018 a oggi» ha sottolineato don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto della Cei. Parlando nello specifico della diocesi di Roma, dati alla mano, ha affermato che negli ultimi 25 anni sono stati portati a termine 37 interventi, 25 dei quali hanno riguardato la costruzione di complessi parrocchiali. La spesa prevista per i lavori era di circa 98 milioni, 57 dei quali contributi 8 per mille. «Questi dati mostrano quanto sia centrale il tema della sostenibilità economica anche per la diminuzione delle fonti di cofinanziamento – ha riflettuto don Franceschini -. Proprio per questo è necessario orientarsi verso edifici più sostenibili».
L’architetto Emanuele Pozzilli, direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto della diocesi di Roma, entrando nel dettaglio delle tempistiche ha spiegato che tra una settimana sarà bandita la manifestazione di interesse e poi «seguirà un incarico professionale per il gruppo vincitore, che dovrà redigere un progetto definitivo, utile a ottenere i necessari permessi amministrativi e canonici da parte di tutti gli enti e i soggetti preposti. Tra i requisiti individuati vi sono modularità, flessibilità, versatilità e manutenibilità, per garantire edifici sostenibili nel tempo».
Padre Vincenzo La Mendola è parroco di San Giovanni Nepomuceno Neumann dove la comunità attende una nuova chiesa da 25 anni. Dopo aver ringraziato per il coinvolgimento ha auspicato che «i cinque edifici possano essere realizzati quanto prima, perché viviamo in periferie molto difficili, dove la chiesa rimane spesso l’unico punto di riferimento per la socialità».
13 gennaio 2026
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