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Martedì 13 Gennaio 2026 19:01

Trasporti: sciopero taxi, protesta a Roma tra momenti di tensione e bombe carta

Oggi a Roma, in un contesto di tensione e lanci di bombe carta, i tassisti...

#politica
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Oggi a Roma, in un contesto di tensione e lanci di bombe carta, i tassisti hanno interrotto il servizio e hanno dato vita a una protesta significativa in occasione dello sciopero nazionale indetto da diverse sigle sindacali. Questa mobilitazione si protrarrà per un’intera giornata, dalle 8 alle 22, con l’obiettivo di manifestare il proprio dissenso nei confronti del governo e dell’ingresso delle multinazionali nel settore. Un lungo serpentone di auto bianche ha percorso le strade della Capitale: in particolare, questa mattina, un corteo composto da circa 50 taxi è partito dall’aeroporto di Fiumicino, dirigendosi verso piazza Bocca della Verità.

Da questo punto, il corteo si è spostato verso piazza Capranica, per poi arrivare a Montecitorio, dove si è svolta una manifestazione di grande rilevanza. Proprio nei pressi di piazza Bocca della Verità, si sono registrati alcuni momenti di tensione quando è giunto il presidente di +Europa e dei Radicali italiani, Matteo Hallissey, il quale è stato fortemente contestato dai manifestanti. “I tassisti ci hanno inseguito, sfondando la piazza e tentando di superare le forze dell’ordine per raggiungerci, tra sputi e calci”, ha dichiarato Hallissey. “Abbiamo deciso di manifestare pacificamente insieme a Ivan Grieco – continua Hallissey – contro lo sciopero nazionale dei taxi indetto dalla categoria oggi”, mostrando cartelli con la scritta “basta lobby” e con dei pos da offrire agli stessi tassisti. Tra le molteplici motivazioni alla base della protesta, spicca “la concorrenza ritenuta sleale da parte delle piattaforme digitali, come Uber, e la mancanza di regole chiare per il loro operato”.

La protesta ha assunto toni ancora più accesi in piazza Montecitorio, dove centinaia di manifestanti si sono radunati, lanciando fumogeni e facendo esplodere anche alcune bombe carta e petardi. “Siamo noi, siamo noi i tassisti dell’Italia, siamo noi”, il coro che ha risuonato tra i dimostranti, insieme a “chi non salta è uberino”, un chiaro riferimento al servizio Uber, contro il quale è indirizzata la protesta. Tra le bandiere tricolori e gli slogan contro il governo, spicca un grande striscione che recita: “Giù le mani dalla 21/92, modificate i vostri stipendi”. Tra i cartelli esposti dai manifestanti, si legge: “la licenza non si tocca”. La piazza davanti alla Camera dei deputati è stata transennata e presidiata dalle forze dell’ordine, a garanzia della sicurezza e dell’ordine pubblico.

(RED_N)

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