Martedì 13 Gennaio 2026 16:01
A Roma il decoro resta affidato ai volontari. Non esiste un ufficio comunale preposto, né un piano di manutenzione
Nel bilancio triennale del Campidoglio, neanche un euro contro scritte e cartelli abusivi. Nessuno vuole inimicarsi la "lobby politica" del degrado
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Nella seconda parte di dicembre, si è svolta la maratona “Yellow Trash Remove” un’operazione congiunta tra l’associazione di volontariato Retake Roma e il Nucleo Ambiente e Decoro (NAD) della Polizia Locale di Roma Capitale per rimuovere adesivi e cartelli abusivi dalla città.
Una challenge/mobilitazione che invitava chiunque a rimuovere autonomamente adesivi e cartelli abusivi e a documentare il proprio intervento sui social taggando @retakeroma e utilizzando l’hashtag
#staccalitutti
. Una delle tante meritorie iniziative di Retake, che promuove periodicamente sul territorio, con la sua capacità unica di coinvolgere altre istituzioni scolastiche o formative e di realtà socio-assistenziali.Un unicum che fa di Retake Roma la punta di diamante e la realtà più rilevante del movimento dei “cittadini stacchini” nato dalla mobilitazione sui primi blog e forum, nel 2010. La prima iniziativa datata 29 gennaio 2010 – scendemmo in strada per rimuovere le affissioni abusive dal centro di Roma, tramite associazioni aderenti al coordinamento antidegrado – cui ne seguirono altre due, rispettivamente datate 6 febbraio (blitz dei cittadini-stacchini) e 18 marzo: il primo grande Retake a Villa Borghese, noi c’eravamo!- e 2 mesi dopo, la prima delle innumerevoli passeggiate antidegrado di Riprendiamoci Roma, un comitato spontaneo di cittadini riunito attorno all’omonimo blog che mi onoro di aver co-diretto e fondato.
Da allora, si susseguirono decine di iniziative: fummo così bravi noi (Roma fa schifo, Degrado esquilino, Riprendiamoci Roma, Coordinamento dei Residenti della Città Storica) e RETAKE ROMA ad attirare l’attenzione delle istituzioni che persino un sindaco “chiacchierato” come Alemanno, di solito diffidente verso il popolo antidegrado tendenzialmente di sinistra, decise di “buttarsi” nel volontariato in una storica iniziativa organizzata proprio da Retake Roma, fondata da expats americani con una solida rete di contatti nell’aristocrazia diplomatica e nel mondo delle professioni.
Sotto la spinta di Retake Roma e degli altri comitati la giunta Alemanno istituì il Reparto Pics decoro della Polizia Locale (ora confluito nel NAD Nucleo Ambiente e Decoro) e promulgò le ordinanze antidegrado (anti-writer, anti-volantino).
Da allora tutti i sindaci che si sono succeduti hanno a vario titolo collaborato con RETAKE ROMA, li hanno sostenuti e supportati nell’organizzazione di eventi fornendo supporto operativo, attrezzature come idropulitrici, operatori e materiali (scope, sacchi, solventi) per interventi di pulizia e decoro urbano, collaborando direttamente con i gruppi locali di Retake per riqualificare aree degradate.
Qualcuno (il sottoscritto!) ha malignato che il comune si nasconda dietro Retake per non intervenire direttamente per evitare possibili pericolose reazioni del proprio elettorato (di sinistra e di destra) simpatizzante per i vandali e antipatizzanti di Retake. Ogni riferimento a pensatori radicali alla Raimo, Zerocalcare – indimenticabile il suo fumetto dove ritraeva i volontari di Retake come picchiatori di clochard – e fautori della “libertà di imbrattare”, collettivi studenteschi di sinistra (e sindacati solidali) in nome della “libertà di dissenso” in spregio alla proprietà Pubblica Privata, e, in nome della “tradizione” gruppi di destra CasaPound, Forza Nuova e “curve nere” – è puramente voluto! Ci sarà pure un motivo perché “decoro” fa rima con Retake Roma che nasce come un GRUPPO DI VOLONTARI, riprendendo alla lettera la definizione sul loro sito, un “movimento spontaneo di cittadini, no-profit e apartitico”.
Poniamo una domanda scomoda a noi stessi su che tipo di modello stiamo offrendo: è possibile che nell’anno 2026, il decoro di Roma sia affidato al buon cuore di Retake?
Da tempo sostengo che, sebbene l’iniziativa civica sia lodevole, la cura del decoro urbano sia un dovere primario dell’amministrazione pubblica, che non può essere delegato esclusivamente al volontariato. Il decoro urbano, inteso come la bellezza e la dignità degli spazi pubblici, è un servizio che il comune dovrebbe garantire attraverso personale retribuito e ditte appaltatrici (es. AMA a Roma, ditte di rimozione graffiti/manifesti come quella di Valerio Tuveri). L’affidamento ai volontari è un modo per l’amministrazione di sopperire a carenze organizzative e non solo….
Le forti resistenze politiche a un intervento organico sulla questione del vandalismo dei graffiti non autorizzati e delle affissioni abusive a Roma derivano principalmente dalla pressione delle lobby del degrado, rappresentate da soggetti molto diversi fra loro uniti dal comune interesse a mantenere lo status quo – le aree urbane come “lavagne” su cui scrivere – per sminuire la gravità del fenomeno, minimizzare, farlo passare come normale (quando il problema è stato affrontato con successo in altre capitali d’Europa) sostenendo che non sia un problema ma una “tradizione” da conservare (?)
Di che cosa parliamo quando parliamo di lobby del degrado? Oltre ai vandali occasionali e gruppi strutturati (crew) di graffitari vandalici, collettivi e centri sociali estremisti, ultradestra e associazioni di street art impegnate in una campagna di propaganda volta a diffondere il messaggio che le superfici esterne dai colori neutri (bianco, beige e ocra) siano brutte, senza distinguere i caratteri tipologici degli edifici, e vadano per forza colorate e abbellite con murales su commissione. Il motivo è presto detto: più muri da colorare, più affidamenti diretti ad associazioni amiche – spesso di stampo politico – e più assuefazione al degrado e all’incuria, più “liberta” dei gruppi politicizzati di “marcare” il territorio per testimoniare la forza delle frange ultrà, o a delimitare una zona per “prenotarsela” per poi eventualmente occuparla e farci un centro sociale per radicalizzare studenti e giovani arrabbiati. Il tutto col beneplacito dei partiti (di destra e ,soprattutto, di sinistra) e con la benedizione della cultura e dell’intellighenzia.

E torniamo al punto di partenza: è possibile che il decoro di Roma sia affidato al buon cuore di Retake?
Il 13 dicembre 2025, si è tenuta una cerimonia di premiazione ufficiale presso il Centro Raccolta AMA Laurentina (foto sopra). In questa occasione, l’amministrazione comunale, con la presenza del sindaco Roberto Gualtieri, ha consegnato una medaglia celebrativa del 2778º Natale di Roma sia a Retake Roma che alla Polizia Locale per il loro impegno e i risultati ottenuti. QUALI SAREBBERO I RISULTATI “POLITICI”?
L’Assemblea Capitolina ha appena approvato il bilancio di previsione per gli anni 2026, 2027 e 2028: del decoro urbano non v’è traccia. Resta l’interrogativo di fondo, che è l’interrogativo dei gruppi antidegrado di cui fa parte anche o principalmente Retake: di chi è la competenza del monitoraggio delle strade?
Per dirla con la Polizia di Ciampino; a chi spetta “il controllo del rispetto del decoro cittadino, inteso come rispetto degli edifici, delle strade, dei marciapiedi, delle plance per la pubblica affissione, dell’illuminazione pubblica, della segnaletica stradale e, più in generale, di tutto ciò che è di proprietà ed uso della collettività”?
RISPOSTA: A NESSUNO. A VENT’ANNI DALLA RIVOLUZIONE DEI SOCIAL E A UNA QUINDICINA DAL MOVIMENTI ANTIDEGRADO NON ESISTE UN UFFICIO PER IL DECORO URBANO, ANZI, ESISTEVA MA LO HANNO SMANTELLATO. Le due strutture comunali – l’ufficio del coordinamento al decoro, l’ufficio qualità urbana, più il NAD Nucleo Ambiente Decoro della Polizia Locale – intervengono solo in caso di emergenza (discariche tossiche, scritte ingiuriose) e NON ESISTE MANUTENZIONE DELLE STRADE E DELLE FACCIATE (anzi hanno timore a combattere i graffiti per non avere ripercussioni elettorali).
A ROMA NEL 2026 NON ESISTE UN PIANO DECORO E MANUTENZIONE, o, UN PIANO COLORE DELLE FACCIATE per tutelare la coerenza l’identità e l’armonia architettonica
Vorrei chiedere al sindaco Gualtieri e al capo dell’opposizione, quando vi deciderete a istituire un servizio di monitoraggio del decoro?
L’impegno civico è lodevole, ma la gestione strutturale e professionale del territorio deve rimanere una competenza e una responsabilità dell’amministrazione comunale. Siamo tutti d’accordo?
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