Mercoledì 14 Gennaio 2026 08:01
Roma a 30 km/h nel centro storico: meno incidenti e meno smog, ma cresce il rischio stress per gli automobilisti
Dal prossimo 15 gennaio il centro storico di Roma sarà interessato da un limite generalizzato...
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Dal prossimo 15 gennaio il centro storico di Roma sarà interessato da un limite generalizzato di velocità a 30 chilometri orari. Il provvedimento, già in parte applicato su quasi la metà delle strade dell’area centrale, punta a ridurre la mortalità e la gravità degli incidenti stradali, oltre a contenere l’inquinamento atmosferico e acustico. Tuttavia, accanto ai benefici ambientali e sulla sicurezza, emergono anche possibili effetti collaterali sulla salute mentale degli automobilisti.
A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Medicina Ambientale, che richiama studi dell’Agenzia europea dell’ambiente e ricerche internazionali sugli effetti del traffico prolungato. Secondo gli esperti, una riduzione della velocità media comporta un calo delle emissioni inquinanti, con minori quantità di anidride carbonica, ossidi di azoto e particolato, oltre a un abbattimento del rumore urbano. Il traffico veicolare, ricordano i dati, incide in media per oltre il 20% sull’inquinamento atmosferico cittadino.
Il rovescio della medaglia riguarda però l’impatto psicologico su chi utilizza l’auto quotidianamente, soprattutto per motivi di lavoro. Roma è già tra le città più congestionate al mondo: nel 2025 gli automobilisti hanno perso in media 76 ore nel traffico, un dato che colloca la Capitale al 17° posto a livello globale. In questo contesto, limiti di velocità percepiti come eccessivamente restrittivi potrebbero aumentare stress, irritabilità e affaticamento mentale.
Secondo studi citati dagli esperti, bastano venti minuti di traffico intenso per provocare un aumento della pressione sanguigna e alterazioni del battito cardiaco, con il corpo che entra in uno stato di allerta costante. Una condizione che, se protratta nel tempo, può incidere sul benessere psicofisico e persino sulla sicurezza alla guida.
Per la Società Italiana di Medicina Ambientale, la sfida è trovare un equilibrio tra esigenze diverse: tutela dell’ambiente, sicurezza stradale e sostenibilità della mobilità urbana. La riduzione della velocità può essere uno strumento efficace, ma deve inserirsi in una strategia più ampia che migliori il trasporto pubblico e riduca la dipendenza dall’auto privata. In assenza di alternative valide, il rischio è che una misura pensata per migliorare la qualità della vita finisca per aggravare il disagio di chi vive quotidianamente il traffico romano.
