Servizi > Feed-O-Matic > 695851 🔗

Mercoledì 14 Gennaio 2026 15:01

Porte aperte: nel mondo 388 milioni i cristiani perseguitati



Presentata la World watch list 2026 (Wwl), la lista dei primi 50 Paesi dove più è forte la persecuzione anticristiana. Il direttore Nanni: «La Chiesa nascosta è forse quella più in crescita»

L'articolo
Porte aperte: nel mondo 388 milioni i cristiani perseguitati
proviene da
RomaSette
.

#dal mondo #cristian nanni #cristiani perseguitati #focus #persecuzione anticristiana #porte aperte open doors #world watch list 2026
leggi la notizia su RomaSette





Salgono da 380 a oltre 388 milioni nel mondo i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede (1 cristiano ogni 7); di questi, 201 milioni sono donne o bambine. Parlando di minori di 15 anni, di questi 388 almeno 110 milioni sono bambini e ragazzi. È quanto emerge dalla World watch list 2026 (Wwl), la lista dei primi 50 Paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo, presentata oggi, 14 gennaio, a Roma da Porte aperte/Open doors, l’agenzia che da 70 anni è impegnata a sostenere i cristiani dei Paesi dove esiste la persecuzione anticristiana. La Wwl è riferita al periodo che va dal 1° ottobre 2024 al 30 settembre 2025.

Alcuni dati. Tra i circa 100 Paesi monitorati, si legge nel Rapporto, «si conferma l’impressionante accelerazione degli ultimi 15 anni e salgono da 13 a 15 i Paesi con un livello estremo; la Corea del Nord da 24 anni (eccetto nella Wwl 2022) stabile al 1° posto. Il rapporto denuncia l’aumento delle uccisioni di cristiani, che passano da 4.476 a 4.849, con la Nigeria che «rimane epicentro di massacri con 3.490 vittime». Salgono anche le vittime di abusi, stupri e matrimoni forzati (da 3.944 a 5.202) mentre diminuiscono gli attacchi contro chiese (da 7.679 a 3.632) e contro le case e i negozi (da 28.368 a 25.794). I cristiani arrestati sono 4712, quelli rapiti 3302. Questo contesto di instabilità, violenze, minacce e abusi alimenta esodi e il fenomeno di una Chiesa profuga. La Wwl riporta in almeno 1.250mila i cristiani costretti a fuggire dalle proprie case per ragioni legate alla fede.

I 15 Paesi più pericolosi per i cristiani. La Corea del Nord rimane stabile al primo posto: la tolleranza zero del regime verso i cristiani  (tra i 50 e i 70mila rinchiusi nei campi di lavori forzati) li obbliga a vivere la fede nel segreto, alimentando il fenomeno della Chiesa nascosta. Nelle prime 5 posizioni ci sono 3 nazioni “fortemente islamiche”, prova del fatto che «l’oppressione islamica resta una delle fonti principali di intolleranza anticristiana»: Somalia (2°), Yemen (3°) e Sudan (4°). Qui le fonti di persecuzione sono connesse a una società islamica tribale, all’estremismo attivo e all’instabilità endemica di questi paesi: se scoperti, i cristiani (specie se ex-musulmani) rischiano anche la morte. L’Eritrea risale al 5° posto, governata da un regime che equipara l’indipendenza religiosa al dissenso politico, confermando quindi la propria nomea di “Corea del Nord dell’Africa”. La Siria è la vera sorpresa di quest’anno, passando dal 18° al 6° posto, unico nuovo ingresso nella Top 10. La violenza è aumentata, con 27 cristiani uccisi in un anno e numerosi attacchi e atti vandalici contro le chiese. Il potere politico è frammentato e il disordine lascia spazio ad attori radicali che prendono di mira i cristiani. La Costituzione provvisoria del marzo 2025, inoltre, stabilisce la giurisprudenza islamica come fonte principale della legislazione. Si stima rimangano oggi appena 300mila cristiani (centinaia di migliaia in meno rispetto a 10 anni fa). Cresce ancora il punteggio della

Nigeria, stabile al 7° posto, confermandosi la nazione dove si uccidono più cristiani al mondo (3.490): dal 2020 a oggi oltre 25.200 vittime (dati conservativi), con milioni di sfollati
e un Paese di fatto spezzato a metà tra un sud a maggioranza cristiana più stabile e un nord a maggioranza islamica da anni scosso da violenze, divisi dalla cosiddetta Middle Belt in forte destabilizzazione. Il Pakistan all’8° posto è stabile nella top 10 da molti anni, con almeno 24 cristiani uccisi per ragioni legate alla loro fede. La Libia scende al 9° posto: sebbene la pressione sia a livelli estremi in tutte le sfere della vita dei cristiani, la violenza è diminuita nel periodo in esame. L’Iran vede peggiorare leggermente la situazione (sebbene scenda al 10° posto), a causa di un leggero aumento della violenza anticristiana. Il governo considera i convertiti iraniani al cristianesimo come una minaccia occidentale tesa a minare l’islam e il regime islamico dell’Iran. In Afghanistan peggiora ancora la situazione e si situa all’11° posto: dopo l’avvento dei Talebani nel 2021, molti cristiani sono stati uccisi, una grossa fetta è fuggita all’estero, mentre una piccola parte è riuscita a nascondersi e tuttora vive la fede nel segreto. Stabile tra le nazioni con una persecuzione anticristiana definibile estrema troviamo al 12° posto l’India, di cui il Rapporto denuncia da anni il declino delle libertà fondamentali della minoranza cristiana. Nel periodo in esame sono 16 i cristiani uccisi e 2.192 i cristiani detenuti senza processo, in carcere od ospedali psichiatrici per ragioni legate alle loro fede. Al 13° posto troviamo l’Arabia Saudita, leggermente in peggioramento. Ci sono stati alcuni sviluppi positivi nella libertà religiosa, ma permangono restrizioni significative, nonché una serie di deportazioni di cristiani stranieri nel periodo in esame. Stabilmente negativa la situazione in Myanmar (14°), da poco entrata tra le nazioni con una persecuzione estrema. Si è registrato un aumento dei cristiani uccisi (ben 99) e del numero di persone detenute (129), mentre sono diminuiti gli attacchi alle chiese. Infine, il Mali al 15° posto, è uno dei 3 Paesi con il punteggio massimo nella violenza (16,7), assieme a Nigeria e Sudan. I cristiani fuori Bamako affrontano intimidazioni, sfollamenti forzati, estorsioni e ripetuti attacchi alle chiese e alla vita della comunità. Completano, in ordine sparso, questa triste classifica la Cina (17°), l’Iraq (18°), Cuba (24°), Messico (30°), Nicaragua (32°), Turchia (41°), Egitto (42°), Qatar (44°), Colombia (47°), Giordania (49°).

«Chiesa profuga che grida aiuto». «Dal 2020 a oggi, non solo i massacri e i rapimenti, ma le oltre 47mila chiese, ospedali e scuole cristiane attaccate o chiuse, più di 108mila case e attività economiche saccheggiate o distrutte, costringono alla fuga famiglie e intere comunità cristiane, dando vita a esodi inumani e a una “Chiesa profuga” che grida aiuto!» commenta Cristian Nani, direttore di Porte aperte/Open Doors. «201 milioni di donne e bambine cristiane sperimentano l’odio e l’intolleranza a causa della loro libera scelta di fede. Crescono gli abusi, le segregazioni domestiche, come arma per piegare la loro volontà. 388 milioni di cristiani nel mondo non godono del diritto umano fondamentale di credere in ciò che vogliono. Quanti altri cristiani uccisi, sfollati, abusati e incarcerati dobbiamo contare prima di porre al centro del dibattito politico la libertà religiosa?», domanda il direttore, che ricorda che ci sono nazioni come «Corea del Nord, Somalia, Eritrea, Libia, Afghanistan, in cui l’unico modo per vivere la fede cristiana è clandestinamente. Il governo algerino chiude tutte le chiese protestanti, mentre quello cinese vessa quelle che osano rivendicare la libertà di credo e quello iraniano va a caccia di cristiani che si riuniscono nelle case. La Chiesa nascosta è forse quella più in crescita nel mondo. In 33 anni di ricerca -conclude – registriamo un costante aumento della persecuzione anticristiana in termini assoluti. Il 2025 è di nuovo anno record dell’intolleranza: 1 cristiano su 7 patisce discriminazione o persecuzione a causa della sua fede: è cruciale tornare a parlare di libertà religiosa nel dibattito pubblico».

Appello al governo. Da qui l’appello di Porte aperte/Open doors al governo di «promuovere la libertà religiosa come priorità diplomatica, integrandola nei negoziati commerciali; l’alfabetizzazione religiosa dei propri funzionari a vari livelli; la collaborazione con attori religiosi locali, soprattutto in aree sensibili come il Sahel, per garantire equità nella distribuzione degli aiuti, prevenendo discriminazioni». (Daniele Rocchi)

14 gennaio 2026

 

 

L'articolo
Porte aperte: nel mondo 388 milioni i cristiani perseguitati
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI