Mercoledì 14 Gennaio 2026 21:01
Al via “Voci Libere”: educazione all’affettività, alle relazioni e alla parità di genere nelle scuole secondarie di primo grado di Roma Capitale.
Condotto da Fondazione Media Literacy e Fondazione Mus-e Italia, il progetto educativo coinvolge 6 classi e 130 studenti e studentesse dell’Istituto Comprensivo Maria Capozzi (XIII Municipio) in laboratori artistico-espressivi e nella creazione di podcast.
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Roma, 14 gennaio 2026 – Sensibilizzare e coinvolgere i giovanissimi sulle tematiche di parità di genere e contrasto alla violenza sulle donne attraverso linguaggi artistici, espressivi e creativi: è questo l’obiettivo del progetto educativo Voci Libere, avviato a Roma dall’ATS MEDIAMUSE, costituita da Fondazione Media Literacy ETS con Fondazione Mus-e Italia ETS e finanziato da Roma Capitale – Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione Professionale, nell’ambito dell’Avviso pubblico per la promozione dell’educazione alla parità tra i generi e la prevenzione e il contrasto della violenza e delle discriminazioni di genere” nelle scuole secondarie di primo grado del territorio.
Selezionato per il XIII Municipio, il progetto coinvolge in particolare sette classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Maria Capozzi di Roma, per un totale di oltre 130 studenti e studentesse, insieme a 12 docenti e 130 famiglie, con l’obiettivo di promuovere relazioni consapevoli, inclusive e rispettose e di prevenire stereotipi, discriminazioni e dinamiche di violenza fin dalla prima adolescenza.
Attraverso teatro, danza, storytelling, riscrittura delle fiabe e percorsi dedicati alle biografie femminili, i laboratori artistici, condotti in classe dalle artiste professioniste di Mus-e, offriranno a ragazzi e ragazze uno spazio di espressione, confronto e riflessione sui temi dell’identità, delle emozioni, delle relazioni e della parità di genere. A questi si affiancherà un percorso di educazione ai media, curato da Fondazione Media Literacy, che porterà studenti e studentesse a sviluppare uno sguardo critico sui modelli culturali e comunicativi e a sperimentare direttamente strumenti di narrazione contemporanea.
Elemento distintivo del progetto sarà infatti la realizzazione di podcast originali, ideati e prodotti con il supporto di giornalisti ed educatori. I podcast diventeranno uno strumento di restituzione e disseminazione del percorso, dando voce ai ragazzi e alle ragazze e contribuendo a diffondere una cultura del rispetto e dell’inclusione anche oltre il contesto scolastico.
Unendo l’esperienza di Fondazione Media Literacy nel campo dell’educazione ai media e al loro uso consapevole e l’impegno di Fondazione Mus-e Italia per il contrasto della povertà educativa attraverso il linguaggio universale dell’arte, Voci Libere si caratterizza così per un approccio educativo innovativo, incentrato su metodologie didattiche non convenzionali, che coinvolgono attivamente studenti e studentesse nel processo di apprendimento e li rendono protagonisti del percorso di sensibilizzazione.
«L’educazione al linguaggio e ai media è uno strumento fondamentale per contrastare stereotipi e discriminazioni fin dalla giovane età» spiega Lidia Gattini, Segretaria Generale di Fondazione Media Literacy. «L’esperienza maturata negli anni da Fondazione Media Literacy nell’ambito dell’inclusione e della parità di genere, ci insegna che sviluppare consapevolezza critica significa anche promuovere una cultura inclusiva, capace di riconoscere e rispettare le differenze».
«I linguaggi artistici rappresentano uno strumento educativo privilegiato per favorire lo sviluppo di competenze fondamentali come empatia, resilienza, creatività, libera espressione, autostima e rispetto reciproco» commenta Laura Avagnina, coordinatrice di Fondazione Mus-e Italia a Roma. «Attraverso Voci Libere, le artiste di Mus-e accompagnano ragazze e ragazzi in un percorso che li valorizza nella loro unicità, al di là di ogni forma di discriminazione o pregiudizio, compreso quello di genere, incoraggiando l’espressione artistica come spazio libero da stereotipi e barriere culturali, capace di promuovere relazioni più consapevoli, inclusive e rispettose.»
Il progetto attribuisce un ruolo centrale anche al coinvolgimento del personale docente e delle famiglie, considerate parte integrante della comunità educante, attraverso momenti di formazione, informazione e restituzione condivisa.
«L’Istituto ha colto immediatamente l’opportunità preziosa e destinato il progetto Voci Libere alle classi seconde della scuola secondaria di primo grado perché le alunne e gli alunni di 12/13 anni in fase di preadolescenza sono proprio nel giusto momento evolutivo per avere una formazione trasversale significativa sul rispetto di genere», aggiunge Carla Felli, dirigente scolastica dell’I.C. Maria Capozzi. «La società, il mondo che abitano deve essere decodificato per loro nei significati profondi ed è la scuola che deve fornire gli strumenti adeguati anche e soprattutto attraverso i linguaggi artistici del fare e non solo del sapere, proprio per arrivare ad un’interiorizzazione profonda dei principi di rispetto e inclusione.»
Il percorso si concluderà ad aprile con un evento pubblico finale, aperto alla comunità scolastica e territoriale, per presentare gli esiti del progetto e i contenuti realizzati dagli studenti.
