Giovedì 15 Gennaio 2026 13:01
Il Papa ai familiari delle vittime di Crans-Montana: «La vostra speranza non è vana»


L'udienza privata. «Nulla potrà mai separarvi dall'amore di Cristo, così come i vostri cari che soffrono o che avete perso. Gesù ci precede su questo cammino di morte e risurrezione che richiede pazienza e perseveranza. Siate certi della sua vicinanza e della sua tenerezza»
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«Sono molto commosso e sconvolto nell’incontrarvi, care famiglie, in questo momento di grande dolore e sofferenza». Papa Leone XIV ha accolto con queste parole questa mattina, 15 gennaio, i familiari delle vittime di Crans-Montana, in Svizzera, colpite dall’incendio che è scoppiato nel locale nel quale festeggiava l’arrivo del nuovo anno, la notte del 31 dicembre. «Una delle persone a voi più care, più amate, ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza, oppure si trova ricoverata in ospedale per un lungo periodo, con il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo. E questo nel momento più inaspettato, in un giorno in cui tutti gioivano e festeggiavano per scambiarsi auguri di gioia e felicità», ha ricordato il pontefice, interrogandosi poi sul senso da dare a eventi come questo. «Dove trovare una consolazione all’altezza di ciò che provate, un conforto che non sia costituito da parole vane e superficiali, ma che tocchi nel profondo e ravvivi la speranza?».
Per il Papa, «c’è solo una parola che sia adeguata: quella del Figlio di Dio sulla croce, a cui siete così vicini oggi, che dal profondo del suo abbandono e del suo dolore gridò al Padre: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”», ha detto citando le parole del Vangelo di Matteo. «La risposta del Padre alla supplica del Figlio si fa attendere tre giorni, nel silenzio. Ma che risposta! Gesù risorge glorioso, vivendo per sempre nella gioia e nella luce eterna della Pasqua. Non posso spiegarvi, cari fratelli e sorelle, perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova», ha proseguito Leone, ma «il Successore di Pietro che siete venuti a incontrare oggi ve lo afferma con forza e convinzione: la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto! La Santa Chiesa ne è testimone e lo annuncia con certezza», ha assicurato.
Nelle parole di Prevost, ancora una grande certezza: «Nulla potrà mai separarvi dall’amore di Cristo, così come i vostri cari che soffrono o che avete perso. La fede che abita in noi illumina i momenti più bui e dolorosi della nostra vita con una luce insostituibile, che ci aiuta a continuare coraggiosamente il cammino verso la meta. Gesù ci precede su questo cammino di morte e risurrezione che richiede pazienza e perseveranza. Siate certi della sua vicinanza e della sua tenerezza – l’esortazione -: Egli non è lontano da ciò che state vivendo, al contrario, lo condivide e lo porta con voi. Allo stesso modo, tutta la Chiesa lo porta con voi». E ancora: «Siate certi della sua preghiera, e della mia preghiera personale, per il riposo dei vostri defunti, per il sollievo di coloro che amate e che soffrono, e per voi stessi che li accompagnate con la vostra tenerezza e il vostro amore».
Lo sguardo di Padre del pontefice è andato quindi al «cuore trafitto» dei papà e delle mamme che aveva davanti, «come lo fu quello di Maria ai piedi della Croce. Nostra Signora dei Dolori vi è vicina in questi giorni, ed è a lei che vi affido – ha aggiunto -. Rivolgete a lei senza riserve le vostre lacrime e cercate in lei il conforto materno che lei potrà darvi. Come lei, saprete attendere con pazienza, nella notte della sofferenza ma con la certezza della fede, che un nuovo giorno sorga; e ritroverete la gioia».
15 gennaio 2026
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