Giovedì 15 Gennaio 2026 18:01
La morte ovvero il pranzo della domenica: il teatro che guarda in faccia il tabù più grande
Un rito intimo, universale, riconoscibile. E una parola che nella nostra cultura resta spesso impronunciabile: la morte. Compagnia Diaghilev – Dammacco/Balivo presenta La morte ovvero il pranzo della domenica, in scena il 25 gennaio 2026 alle ore 21.00 allo Spazio Rossellini di Roma, nell’ambito della rassegna Spazio Solo. Lo spettacolo, finalista al Premio Ubu 2024 [...]
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Compagnia Diaghilev – Dammacco/Balivo presenta La morte ovvero il pranzo della domenica, in scena il 25 gennaio 2026 alle ore 21.00 allo Spazio Rossellini di Roma, nell’ambito della rassegna Spazio Solo.
Lo spettacolo, finalista al Premio Ubu 2024 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica, è un’opera lieve e profondamente toccante, capace di attraversare uno dei più grandi tabù della nostra cultura con ironia sottile, poesia e raffinata dissacrazione.
In scena Serena Balivo, attrice premiata con il Premio Ubu come migliore attrice under 35 e il Premio internazionale Ivo Chiesa, interpreta una donna non più giovane che ogni domenica va a pranzo dai suoi genitori ultranovantenni. Sono loro, silenziosi e potentissimi, i veri protagonisti del racconto.
I due anziani, lucidi e in buona salute, sono però consapevoli che la fine si avvicina. Parlano della morte senza paura, arrivando pian piano a incarnare tutte le madri, tutti i padri e tutti noi di fronte all’ignoto.
Mariano Dammacco trasforma così un gesto quotidiano – il pranzo della domenica – in un rito ultimo, un tempo sospeso in cui ci si prepara alla separazione.
Lo spettacolo prende forma in uno spazio scenico essenziale, costruito da parole, gesti, luci e oggetti, capaci di trasformare la normalità in poesia. La morte emerge senza mai essere gridata: affiora tra leggerezza e profondità, restituendo allo spettatore la bellezza fragile della vita proprio mentre si affaccia l’idea dell’addio.
La morte ovvero il pranzo della domenica diventa così un invito a partecipare a un congedo appassionato e persino divertito, che racconta la forza dei legami familiari: l’amore tra vecchi sposi, l’amore tra genitori e figli, la potenza silenziosa dell’affetto che resiste anche davanti all’ultima separazione.
Mariano Dammacco, autore, regista e pedagogo teatrale, e Serena Balivo portano avanti da anni un percorso condiviso basato su un’idea di teatro d’arte e d’autore, ma allo stesso tempo popolare e accessibile, centrato sul lavoro dell’attore e sulla scrittura di drammaturgie originali.
Insieme hanno creato otto spettacoli:
L’ultima notte di Antonio (2012), L’inferno e la fanciulla (2014), Esilio (2016), La buona educazione (2018), Spezzato è il cuore della bellezza (2020), Danzando con il mostro (2022), La morte ovvero il pranzo della domenica (2024), Arlecchino nel futuro (2024).
L’ultima notte di Antonio (2012), L’inferno e la fanciulla (2014), Esilio (2016), La buona educazione (2018), Spezzato è il cuore della bellezza (2020), Danzando con il mostro (2022), La morte ovvero il pranzo della domenica (2024), Arlecchino nel futuro (2024).
Il loro lavoro è stato riconosciuto con numerosi premi e segnalazioni, tra cui Premi Ubu, Premio Museo Cervi, Premio Rete Critica, In Box Blu e molti altri.
I testi delle loro opere sono raccolti nel volume Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco, a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono, con apparati critici di Gerardo Guccini, edito da Luca Sossella Editore.
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In scena: Serena Balivo
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Ideazione, drammaturgia, spazio, luci e regia: Mariano Dammacco
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Musiche originali: Marcello Gori
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Consulenza spazio e luci: Vincent Longuemare
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Oggetti di scena: Andrea Bulgarelli / Falegnameria Scheggia
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Foto di scena: Angelo Maggio
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Produzione: Compagnia Diaghilev
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Con il sostegno di: Spazio Franco (Palermo), Casa della Cultura Italo Calvino (Calderara di Reno)
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Durata: 1 ora
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