Venerdì 16 Gennaio 2026 11:01
500mila firme per il referendum sulla riforma del Csm, «forte segnale di partecipazione»


Il grazie delle Acli a dirigenti, lavoratori, iscritti e volontari che hanno permesso di raggiungere l'obiettivo. «Segno dell'attenzione dell'opinione pubblica su una questione che riguarda tutti»
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Dalle Acli definiscono un «grandissimo successo» la raccolta di firme per l’indizione del referendum sulla legge di riforma costituzionale del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che ha superato l’obiettivo delle 500mila firme. Dimostra «l’attenzione reale dell’opinione pubblica su di una questione che, al di là degli aspetti tecnici, riguarda tutti noi – si legge in una nota della presidenza -, e proprio per questo i costituenti hanno voluto mettere questo strumento in mano ai cittadini su di una materia delicata come è quella costituzionale. L’obiettivo raggiunto con la raccolta è stato frutto dell’impegno di tanti e di tanti aclisti e per questo un particolare ringraziamento va a tutti dirigenti, lavoratori, iscritti e volontari delle Acli».
L’appello al voto per i cittadini, rilevano dall’associazione, avviene nel momento in cui «il Parlamento non si è pronunciato con una maggioranza qualificata sulle modifiche alla nostra Costituzione. Questo referendum non prevede l’esistenza di un quorum perché deve esserci una risposta definitiva su di una questione fondamentale per la tenuta democratica. Tutto ciò – proseguono – aumenta la responsabilità che è in capo a ciascuno di noi, in primo luogo di informarci e di comprendere i rischi e le incognite che la legge approvata dal Parlamento apre su di una questione delicata come quella dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura».
Proprio per questo, «occorrerebbe un maggiore spazio di tempo fra la richiesta del referendum e la sua celebrazione, in modo da evitare strozzature del dibattito e permettere una più ampia e adeguata informazione e un serio approfondimento in materia a tutti i cittadini». Di qui l’impegno dell’associazione – che «dopo un attento discernimento» ha scelto di spendersi per il No – a informare la cittadinanza sui temi della consultazione referendaria. «Le Acli lavoreranno capillarmente per una corretta informazione sui contenuti di questo referendum promuovendo eventi e dibattiti su tutto il territorio nazionale», assicura la presidenza.
16 gennaio 2026
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