Venerdì 16 Gennaio 2026 12:01
A Gaza i bambini continuano a morire per il freddo e il crollo delle macerie


La denuncia di Save the Children, che parla di vita «a malapena sostenibile» nella Striscia, dove anche le tende sono spazzate via dai forti venti. 7 bimbi e 24 adulti morti quest'inverno per il gelo
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A Gaza i bambini continuano a morire per il freddo e il crollo delle macerie
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A Gaza si continua a morire. I bambini, in particolare, stanno morendo per il crollo di detriti e macerie, oltre che per le temperature gelide, dal momento che anche le tende, l’unico riparo per le famiglie, si allagano continuamente e vengono spazzate via dai forti venti. La denuncia arriva da Save the Children, che, insieme alle decine di migliaia di bambini uccisi da bombe e proiettili «a un ritmo senza precedenti», ricorda anche gli «almeno 100» uccisi da quando è iniziata l’ultima pausa nelle ostilità il 10 ottobre, di cui ha parlato nei giorni scorsi l’Onu. Non solo: in questo inverno almeno 7 piccoli e 24 adulti sono morti a causa della mancanza di un riparo adeguato dal freddo intenso.
Nonostante la pausa delle ostilità stabilita quattro mesi fa, insomma, «gli oltre due anni di bombardamenti israeliani, le restrizioni nella consegna degli aiuti e la mancanza di attrezzature e forniture per la ricostruzione hanno reso la vita a Gaza a malapena sostenibile». Nelle parole di Shurouq, responsabile multimedia di Save the Children a Gaza, «le condizioni a Gaza stanno minando ogni aspetto della vita quotidiana – dichiara Shurouq, responsabile multimedia di Save the Children a Gaza -. Diverse persone, inclusi bambini – aggiunge -, sono state uccise o ferite da resti di macerie cadute. La maggior parte delle persone non ha una casa dove tornare. Le fragili tende non bastano a proteggere le famiglie dall’inverno, e le condizioni in cui versano rappresentano un affronto alla serie infinita di ferite che i palestinesi di Gaza hanno subito negli ultimi due anni».
Al momento, informa la responsabile multimedia, «stiamo lavorando attraverso partner locali per distribuire tende e altri materiali per affrontare l’inverno. Ma le famiglie ci dicono che non è sufficiente: è solo una toppa su una ferita enorme – sono ancora le parole di Shurouq -. Gli indumenti invernali sono scarsi e costosi: vediamo ancora bambini che indossano vestiti estivi, con temperature invernali, pioggia e forti venti. I materassi bagnati dalle tende allagate impiegano almeno tre giorni per asciugarsi quando c’è il sole, cosa che non accade spesso. Facciamo tutto il possibile per salvare vite e ripristinare i servizi di base, e ci aspettiamo la stessa determinazione dalle organizzazioni umanitarie, dai governi e dal settore privato che sostiene la ripresa di Gaza».
L’organizzazione internazionale, da parte sua, continua a fornire servizi salvavita e programmi multisettoriali attraverso i suoi 300 operatori palestinesi e partner locali fidati nel Territorio palestinese occupato. Nell’impossibilità di far arrivare forniture dall’esterno, informano, «stiamo acquistando ciò che serve direttamente a Gaza per distribuirlo alle famiglie e continuiamo a distribuire kit per neonati, kit igienici e forniture mediche».
16 gennaio 2026
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