Venerdì 16 Gennaio 2026 15:01
Roma: operazione contro pesca illegale, scoperte 9 tonnellate vongole pescate in acque contaminate
Si è conclusa con una serie di denunce e significative sanzioni una complessa indagine condotta...
#cronaca di roma
leggi la notizia su RomaDailyNews
Si è conclusa con una serie di denunce e significative sanzioni una complessa indagine condotta dalla Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Roma, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Civitavecchia. Questa operazione mirava a smantellare un pericoloso sistema di frode alimentare e alla commercializzazione illegale di molluschi bivalvi. L’attività investigativa, sviluppatasi nel corso degli ultimi mesi del 2025, ha visto il personale della Guardia Costiera impegnato in un’accurata analisi di centinaia di Documenti di Registrazione dei molluschi bivalvi (DdR), documenti fondamentali per garantire la tracciabilità del prodotto ittico. Gli ispettori hanno setacciato oltre 30 esercizi commerciali specializzati nel commercio dei molluschi bivalvi, tra cui pescherie, grossisti, centri d’asta e stabilimenti di spedizione, monitorando anche l’attività di 16 pescherecci operanti nel Compartimento marittimo di Roma.
L’attività investigativa, condotta nell’ambito del contrasto alla pesca illegale, ha rivelato che circa 9.000 kg di vongole lupino (Chamelea gallina) erano stati destinati al mercato senza seguire i necessari processi di depurazione, esponendo così i consumatori a gravi rischi per la salute. Dalle verifiche effettuate è emerso che i pescherecci dichiaravano sistematicamente di aver pescato in “Zona A” (aree sicure). Tuttavia, le indagini hanno dimostrato che il prodotto proveniva in realtà da “Zona B” (acque contaminate) ed era destinato a centinaia di ignari clienti attraverso stabilimenti privi di impianti di depurazione, eludendo così il passaggio obbligatorio previsto dalla legge per abbattere la carica batterica e rendere il prodotto edibile.
L’attività investigativa, condotta nell’ambito del contrasto alla pesca illegale, ha rivelato che circa 9.000 kg di vongole lupino (Chamelea gallina) erano stati destinati al mercato senza seguire i necessari processi di depurazione, esponendo così i consumatori a gravi rischi per la salute. Dalle verifiche effettuate è emerso che i pescherecci dichiaravano sistematicamente di aver pescato in “Zona A” (aree sicure). Tuttavia, le indagini hanno dimostrato che il prodotto proveniva in realtà da “Zona B” (acque contaminate) ed era destinato a centinaia di ignari clienti attraverso stabilimenti privi di impianti di depurazione, eludendo così il passaggio obbligatorio previsto dalla legge per abbattere la carica batterica e rendere il prodotto edibile.
(RED_N)
