Venerdì 16 Gennaio 2026 19:01
Le pillole di Polly: recensione di “Il nido del corvo” di Piergiorgio Pulixi
La Sardegna è una grande madre, che coccola i propri figli attraverso la bellezza selvaggia...
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La Sardegna è una grande madre, che coccola i propri figli attraverso la bellezza selvaggia ed incontaminata della sua natura. A volte, però, deve rassegnarsi a vederli soffrire senza poterli aiutare. È così per Angela Floris, una giovane donna scomparsa da sei mesi, il cui cellulare si riaccende misteriosamente nella zona della Penisola del Sinis. Vengono incaricati del caso l’ispettrice Viola Zardi e il vice ispettore Daniel Crobu, che si precipitano verso il posto dove lo smartphone di Floris è risultato di nuovo attivo.
Lungo la strada, le acque dello stagno di Mistras e i fenicotteri che fanno capolino tra le canne si trasformano in testimoni involontari della tragedia che incombe sui due poliziotti.
Il cielo plumbeo, che promette pioggia, a sua volta non dice niente di buono.
Una volta sul posto Crobu, il cui cognome in sardo significa Corvo e per questo viene chiamato da tutti così, compone il numero del cellulare di Floris. In lontananza, si sente uno squillo che proviene da un casolare diroccato, che si sta letteralmente riducendo in briciole.
Corvo e Zardi entrano nel rudere; sul pavimento fatiscente c’è lo smartphone. Purtroppo, non solo quello. Accanto al cellulare c’è una mano femminile. È livida, ma sfoggia una manicure perfetta, con le unghie laccate di un rosso intenso e freddo.
I due poliziotti capiscono immediatamente che la mano mozzata appartiene a Floris e che è molto improbabile che sia ancora viva.
Ma soprattutto, intuiscono di avere a che fare con un feticista delle mani che si crede un Artista, e che con ogni probabilità tornerà a colpire.
Zardi e Corvo sanno che li aspetta un compito difficilissimo: trovarlo prima che uccida ancora.
Zardi e Corvo sanno che li aspetta un compito difficilissimo: trovarlo prima che uccida ancora.
Ma sanno anche che, nel futuro immediato, dovranno affrontare questioni personali che li angustiano non meno del loro lavoro.
“Il nido del corvo” è il nuovo, avvincente noir di Piergiorgio Pulixi.
“Il nido del corvo” è il nuovo, avvincente noir di Piergiorgio Pulixi.
Stavolta, lo scrittore sardo mette in scena una nuova coppia di investigatori: Viola Zardi e Daniel Corvo. I due hanno in comune la preparazione, la competenza e la spiccata professionalità, ma di certo non il carattere, peraltro tratteggiato perfettamente dall’autore in tutte le sue sfumature.
Tanto è giudizioso Corvo, che è un uomo religioso, di animo buono e profondamente ligio al dovere, tanto è scombinata Zardi, che nella vita privata dimostra di avere una vera e propria allergia per le relazioni stabili e un problema con la dipendenza da gioco d’azzardo.
Eppure, anche se i due poliziotti magari non saranno mai amici, si stimano e lentamente imparano a fidarsi l’una dell’altro.
Eppure, anche se i due poliziotti magari non saranno mai amici, si stimano e lentamente imparano a fidarsi l’una dell’altro.
Grazie ai due detective, il lettore viene portato per mano alla scoperta di un noir scritto in modo eccellente, con descrizioni della Sardegna poetiche ed accurate, che le conferiscono la dignità di un vero e proprio personaggio.
Inoltre, la trama del libro è ben costruita e ricca di suspence, al punto che si fatica a staccarsene, tanta è l’impazienza di sapere come va a finire.
Pulixi, del resto, ci aveva già abituato molto bene, e “Il nido del corvo” non ne è che l’ennesima conferma.
Federica Focà
