Domenica 18 Gennaio 2026 10:01
Favola della domenica – L’ospedale
C’era una volta una bambina di nome Clementina che aveva un amico in ospedale. Si...
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C’era una volta una bambina di nome Clementina che aveva un amico in ospedale. Si stava preparando per andare a trovarlo.
“Sei pronta, Clementina? Non voglio fare tardi” diceva la mamma.
“Eccomi, eccomi…Sai, sono molto curiosa di vedere com’è fatto un ospedale all’interno”.
Fermarono la macchina in un parcheggio accanto a un grande edificio di colore bianco.
“Dove si trova Roberto?” domandò la bambina.
“Sta al terzo piano, stanza 28”.
Uscirono dall’ascensore e presero un corridoio dov’era scritto ‘Reparto Pediatrico’. C’era un viavai di persone, soprattutto personale medico.
Nonostante l’acre odore di disinfettante, Clementina rimase impressionata dall’ambiente ovattato dove si muovevano medici e infermieri.
“Sembrano degli angeli” pensò. “Anche se possono fare del male con i loro aghi, le siringhe, i medicamenti e via dicendo…”
Entrarono nella camera del suo amico. Era seduto su una carrozzella. Un altro letto era occupato da un adolescente.
“Ciao Clementina!” disse Roberto.
“Come sei pallido” commentò la bambina. E poi: “Quando uscirai da qui?”
“Eh, non lo so. La caviglia è slogata…”. Roberto emise un lamento: “Mi fa ancora tanto male”.
Entrò un’infermiera con un carrello colmo di oggetti spiacevoli: “Se hai dolore, possiamo fare una puntura” disse. Roberto divenne ancora più pallido.
Si avvicinò un visitatore del ragazzo accanto. Si rivolse all’infermiera: “Se permette, vorrei fare un massaggio al bambino. Posso calmare il suo dolore. Sono pranoterapeuta”. Fece vedere un tesserino.
“Se proprio ci tiene e se lui è d’accordo…”
“Sì, sì, mia mamma fa sempre trattamenti olistici” disse convinto Roberto.
Fu così che l’uomo, di nome Vincenzo, sfiorò con le mani il corpo del malato e infine la sua caviglia. Dopo qualche minuto, il ragazzino si rasserenò: “Il dolore è molto diminuito. Grazie!”
“In che cosa consiste la pranoterapia?” domandò la mamma di Clementina.
“E’ una pratica antica che vede la persona come un tutt’uno di mente, cuore, emozioni e sentimenti. Il pranoterapeuta trasferisce il fluido energetico di cui è dotato attraverso l’imposizione delle mani affinché il ‘prana’ cioè l’energia vitale che permea ogni cosa si trasferisca da lui al paziente equilibrando mente e corpo e favorendo una pronta guarigione”.
Clementina ascoltava incantata tali informazioni. Vincenzo le sembrava un mago capace di sconfiggere il male senza strumenti pericolosi.
Al ritorno, vedendola silenziosa, la mamma chiese: “Che cosa stai pensando?”
“L’ospedale mi ha fatto una grande impressione. E’ molto utile per curare i malanni causati da incidenti o malattie ma in genere avviene con metodi dolorosi, per esempio con le punture…”
“Sì, certo”.
“Però ho visto che esistono altri modi di curare senza fare del male. Mi piacerebbe diventare una pranoterapeuta”. La bambina sorrise tra sé sognando di possedere il dono magico di Vincenzo che le avrebbe permesso di curare gli esseri umani senza procurare loro sofferenza o disagio.
Maria Rosaria Fortini
