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Domenica 18 Gennaio 2026 10:01

Donna scomparsa ad Anguillara, trovate tracce ematiche: indagato il marito

Venerdì 9 gennaio nel primo pomeriggio il marito di Federica Torzullo, allertato dai colleghi di lavoro di sua moglie che […]

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Venerdì 9 gennaio nel primo pomeriggio il marito di Federica Torzullo, allertato dai colleghi di lavoro di sua moglie che non l’avevano vista presso l’ufficio smistamento delle Poste di Fiumicino Aeroporto, ne denuncia la sua scomparsa riferendo di averla vista l’ultima volta in casa intorno alle 23,00 del giovedì precedente.

Quella sera avevano cenato insieme al figlio, successivamente portato dai nonni materni in Anguillara. Aggiungeva di aver notato che Federica aveva preparato la valigia perché l’indomani, di pomeriggio, avrebbe con figlio e genitori materni raggiunto la Basilicata per un evento religioso. Lui non sarebbe partito con loro. Riferiva altresì di normali problemi di coppia e che quella notte non avevano dormito insieme.

Il quadro indiziario

1) Il sistema di videosorveglianza.

Gli inquirenti, visionando il sistema di videosorveglianza a presidio anche della villetta occupata dai coniugi, comunicano al P.M. una serie di circostanze: a) Federica non esce di casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e, in attesa degli esiti degli esami tecnici in corso, la sua utenza cellulare non registra movimenti fuori dell’abitazione; b) il marito, invece, esce di casa l’indomani intorno alle 7,30 portandosi in macchina al lavoro dove rimane sino ad una certa ora.

2) I movimenti dell’uomo la mattina del 9 gennaio. La sua versione e quella delle persone informate di fatti.

Emergono divergenze, allo stato, insanabili sul punto che impongono al P.M. l’iscrizione di C. A. C. nel registro degli indagati: è il solo a lasciare casa venerdì 9 gennaio di mattina portandosi al lavoro, fornendo una versione sui suoi movimenti di quella giornata e sui rapporti con la moglie Federica contraddittoria e illogica. Federica non risulta essersi allontanata dalla cena dell’8 gennaio. La sua macchina è ancora parcheggiata nei pressi di casa dalla quale Federica non ha prelevato nulla e mancano borsa e cellulare.

3) Il sequestro dell’abitazione, delle autovetture dell’indagato e di Federica e dell’azienda movimento terra. Le indagini dei Carabinieri di Anguillara Sabazia e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Ostia, coadiuvati da RIS di Roma, si dirigono anche sui beni in sequestro con repertazione utile di tracce ematiche dappertutto a) all’interno dell’abitazione dei coniugi; b) sugli abiti di lavoro del marito; c) all’interno della sua autovettura; d) all’interno di una cava; e) sul mezzo meccanico presente nell’azienda familiare in uso all’uomo.

4) Allo stato la Procura di Civitavecchia procede per omicidio.

Federica non si trova: da casa non manca nulla, salvo borsa e cellulare; le telecamere non la vedono uscire dalle 19,30 dell’8 gennaio; ultimo apparente sms a lei riferibile quello di venerdì 9 di mattina intercorso con la madre. Copiosa repertazione di tacce ematiche.

Disposti accertamenti tecnici irripetibili sui beni repertati alla ricerca del DNA da tenersi in settimana con esiti a breve.

I primi elementi raccolti, per gravità, precisione e concordanza, hanno varcato la soglia della gravità indiziaria nei confronti del coniuge di Federica. Le indagini proseguono al fine di riscontrare il suo narrato per addivenire alla ricostruzione integrale della vicenda, all’individuazione del movente e di eventuali responsabilità di altri soggetti.

Lo stato del procedimento penale in corso rilascia, comunque, sullo sfondo un soggetto attinto da sola gravità indiziaria, in attesa di sviluppare pienamente il suo diritto di difesa, impregiudicata la sua innocenza sino a sentenza definitiva di condanna.

La Procura di Civitavecchia coglie l’occasione per sensibilizzare chiunque abbia notizie utili sulla vicenda a fornirle ai Carabinieri di Anguillara Sabazia e di Ostia, per assolvere all’obbligo giuridico indicato nell’art. 358 del codice di procedura penale che impone al pubblico ministero di raccogliere prove anche in favore all’indagato.

Infine, l’invito a chi si è reso responsabile del grave fatto di rivolgersi ai Carabinieri, e collaborare per porre fine, innanzitutto, allo strazio di parenti e amici che vivono appesi alla speranza di ritrovare Federica ed anche per fruire di futuri trattamenti sanzionatori più miti previsti dalla legge.

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