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Domenica 18 Gennaio 2026 10:01

???? CHIUSO IL PIPER: SEQUESTRATO IL LOCALE STORICO

La storica discoteca Piper è stata sottoposta a sequestro preventivo a causa di gravi anomalie strutturali, irregolarità antincendio e sovraffollamento: l’intervento arriva nel contesto dei controlli rafforzati dopo la tragedia di Crans‑Montana. Svolta nella sicurezza della movida romana, lo storico Piper Club di via Tagliamento è stato chiuso e posto sotto sequestro preventivo dalle forze…
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La storica discoteca Piper è stata sottoposta a sequestro preventivo a causa di gravi anomalie strutturali, irregolarità antincendio e sovraffollamento: l’intervento arriva nel contesto dei controlli rafforzati dopo la tragedia di Crans‑Montana.

Svolta nella sicurezza della movida romana, lo storico Piper Club di via Tagliamento è stato chiuso e posto sotto sequestro preventivo dalle forze dell’ordine. La decisione, dovrà ora essere convalidata dall’autorità giudiziaria, ma nasce da un’accertata serie di irregolarità che, agli occhi degli inquirenti, mettono a serio rischio la sicurezza dei frequentatori.
La misura cautelare arriva nel quadro di controlli intensificati sulle discoteche e sui locali notturni della Capitale, avviati in risposta alla tragedia del Capodanno a Crans‑Montana, dove un incendio in un locale ha causato decine di vittime e riacceso l’attenzione pubblica sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di intrattenimento affollati.

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Il Piper non è un locale qualunque. Nato negli anni Sessanta, è stato un’icona della vita notturna romana e nazionale, punto di riferimento per generazioni di giovani e spesso associato alla cultura musicale e alla nightlife della città. Tuttavia, negli anni recenti la sua gestione e le condizioni strutturali avevano già attirato l’attenzione delle autorità.

Secondo quanto emerso dai controlli della Questura, all’interno del locale sono state riscontrate modifiche strutturali non autorizzate, lacune nelle certificazioni obbligatorie e percorsi di evacuazione inefficaci o insufficienti, elementi che costituiscono gravi violazioni delle norme di sicurezza. Inoltre, gli agenti avrebbero constatato un numero di persone presente all’interno superiore alla capienza consentita, aggravando il rischio in caso di emergenza.

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 “Modifiche strutturali all’impianto, rischi sotto il profilo dell’evacuazione e assenza di certificazioni.” Questo il quadro delineato dagli investigatori che ha portato ai sigilli della storica discoteca.

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La chiusura del Piper si inserisce in un contesto di rafforzamento dei controlli in tutta Italia dopo la tragedia svizzera del 31 dicembre. In molte città, le autorità hanno intensificato le ispezioni nei locali con affollamento di giovani, con l’obiettivo di prevenire tragedie simili. A Roma, solo negli ultimi mesi, sono stati sequestrati e chiusi numerosi altri esercizi per irregolarità di sicurezza, tra cui alcuni nel cuore della movida.

Diversi quotidiani hanno evidenziato come la Questura abbia già disposto il sequestro di circa 60 esercizi commerciali nel corso dell’ultimo anno, in un’azione di vigilanza che ora sembra concentrarsi con maggiore rigore sui locali di intrattenimento serale e notturno.

L’eco della chiusura del Piper ha suscitato reazioni divergenti nel mondo della nightlife e tra i cittadini. Da un lato, molti genitori e associazioni per la sicurezza nei luoghi di aggregazione giovanile accolgono positivamente la decisione come un segnale importante di tutela del pubblico e di responsabilizzazione dei locali. Dall’altro, esponenti della scena culturale e imprenditoriale del settore lamentano una stretta eccessiva che rischia di soffocare la vita notturna e le attività di intrattenimento, soprattutto in mancanza di un dialogo più strutturato tra gestori e istituzioni.

In passato, il Piper aveva già affrontato misure di sospensione dell’attività e chiusure temporanee, legate a episodi di risse, sovraffollamento o violazioni delle norme di sicurezza. Nel 2025, ad esempio, il locale era stato fermato per quindici giorni per criticità relative all’ordine pubblico e all’uso improprio di alcolici da parte dei frequentatori.

Le autorità intendono proseguire con controlli a tappeto su tutti i locali della Capitale, con particolare attenzione ai luoghi frequentati dai giovani. Il sequestro del Piper rappresenta un caso simbolico, ma anche un monito per tutti gli operatori del settore: la sicurezza non è un optional, e le normative su evacuazioni, capienza e certificazioni devono essere rispettate in modo rigoroso.

La parola passa ora all’autorità giudiziaria, che dovrà valutare la conferma del sequestro e la progettazione di eventuali interventi di adeguamento. Nel frattempo, il dibattito pubblico resta acceso: tra esigenze di tutela dei cittadini e la volontà di preservare la vitalità culturale dei locali notturni, Roma si trova a un crocevia cruciale per la sua movida e per le politiche di sicurezza urbana.

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