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Domenica 18 Gennaio 2026 16:01

Roma: assessora Lucarelli, ad Anguillara ennesimo femminicidio, servono fatti

Un’altra donna è stata tragicamente “uccisa”. Un’altra vita è stata spezzata a causa della violenza...

#politica
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Un’altra donna è stata tragicamente “uccisa”. Un’altra vita è stata spezzata a causa della violenza maschile. Federica Torzullo, una donna di 41 anni, lascia dietro di sé un bambino piccolo e una famiglia distrutta dal dolore. Questo immenso dolore non può essere archiviato come l’ennesima tragedia che colpisce la nostra società”. Così si esprime Monica Lucarelli, assessora alle Attività produttive, Pari opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale, in seguito al ritrovamento del corpo di Federica nell’azienda del marito, dopo la sua scomparsa avvenuta l’8 gennaio ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. “Questa situazione è il prodotto di una cultura che continua a tollerare, giustificare e minimizzare la violenza contro le donne. È una cultura che assolve chi commette omicidi e chiede alle vittime di giustificarsi – prosegue Lucarelli -. Siamo stanche. Siamo arrabbiate. Siamo ferite. E non possiamo più tollerare rituali vuoti. Panchine rosse, fiaccolate, scarpette rosse: sono simboli importanti, ma diventano inutili se rimangono privi di un contesto. I simboli non bastano. Senza politiche pubbliche strutturali, senza risorse adeguate e senza responsabilità, non possiamo salvare vite”, sottolinea con fermezza Lucarelli.

È necessario implementare “corsi obbligatori di formazione, a partire dalle scuole. È fondamentale educare al rispetto, al consenso, alla libertà e alle relazioni sane. Servono fondi veri, stabili e continuativi per la prevenzione e per i centri antiviolenza, che ogni giorno si occupano di colmare le lacune lasciate dallo Stato – aggiunge l’assessora Lucarelli -. Non vogliamo più leggere articoli che descrivono gli uomini che uccidono come fragili o accecati dalla gelosia. Non vogliamo più sentenze che sminuiscono i fatti o colpevolizzano le donne per il modo in cui si vestono, per come parlano o per il loro stile di vita. Questa narrazione non è neutra: è parte della violenza stessa. Noi desideriamo vivere libere. Libere di dire ‘no’ senza temere per la nostra vita. Libere di dire ‘sì’ senza essere giudicate. Libere di uscire, di divertirci, di separarci, di scegliere, senza paura di essere perseguitate o uccise. La libertà non è una concessione: è un diritto fondamentale”, continua Lucarelli.

Questa violenza “non nasce dal nulla. Essa deriva da un sessismo e da una misoginia ancora troppo tollerati, da una cultura che continua a rappresentare le donne come disponibili, subalterne e sacrificabili. È qui che è necessario intervenire, senza ambiguità e senza alibi – evidenzia Lucarelli -. Per questo motivo, rivolgo un appello diretto alla Presidente del Consiglio: convochi immediatamente una grande Assemblea nazionale che coinvolga le assessore e gli assessori alle Pari Opportunità di tutto il Paese, insieme alle associazioni antiviolenza che operano quotidianamente sui territori. È indispensabile avviare un confronto vero, immediato e operativo. Servono decisioni. Ora”, conclude l’assessora Lucarelli.

(RED_N)

 

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