Lunedì 19 Gennaio 2026 12:01
Cassino, non può pagare l’affitto e denuncia una rapina a mano armata
Aveva denunciato una rapina a mano armata dopo un prelievo allo sportello ATM, ma era tutto inventato. Un uomo di […]
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Aveva denunciato una rapina a mano armata dopo un prelievo allo sportello ATM, ma era tutto inventato. Un uomo di 60 anni, di origini campane ma residente a Cassino e già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri della locale Stazione per “simulazione di reato e procurato allarme all’Autorità”.
I fatti risalgono al 29 dicembre 2025, quando l’uomo si era presentato presso la caserma dei Carabinieri di Cassino raccontando di essere stato avvicinato da tre sconosciuti che, sotto la minaccia di un coltello, gli avrebbero sottratto 450 euro appena prelevati da un ATM delle Poste Italiane nel centro cittadino, per poi fuggire a bordo di una utilitaria. Immediatamente la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Cassino aveva diramato le ricerche dei presunti rapinatori e del veicolo segnalato, senza tuttavia ottenere alcun riscontro.
Le successive indagini, basate sull’accurata analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza urbana e di quelle in uso a Poste Italiane, hanno però permesso di accertare che, nell’orario indicato, l’uomo non si trovava affatto nei pressi dello sportello automatico.
Convocato nuovamente in caserma per fornire chiarimenti, il 60enne è caduto più volte in contraddizione, fino ad ammettere di aver simulato la rapina per giustificarsi con il locatore, al quale non era in grado di versare il canone di affitto. Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato deferito in stato di libertà per i reati di simulazione di reato e procurato allarme, avendo causato un ingiustificato allarme e il conseguente inutile impiego di risorse operative. La sua posizione è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Cassino.
L’episodio evidenzia ancora una volta la professionalità e la tempestività dell’azione dei Carabinieri, che grazie a un’attenta attività investigativa e all’uso mirato dei sistemi di videosorveglianza hanno rapidamente smascherato la falsa denuncia, tutelando la collettività e garantendo il corretto impiego delle risorse di sicurezza sul territorio.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, durante le quali – come anche nelle successive fasi procedimentali/processuali – l’indagato potrà far valere le proprie difese ai sensi del c.p.p..
