Martedì 20 Gennaio 2026 10:01
Il cardinale Reina a Santi Mario e Compagni Martiri


La Messa nella comunità della Romanina e l'incontro con il consiglio pastorale. L'esortazione a essere testimoni di «una vita nuova animata dal desiderio di santità» e la preghiera per i giovani
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Nel cuore della Romanina, tra condomini storici e palazzi di nuova costruzione, c’è un luogo immerso nel verde che unisce. È la parrocchia dei Santi Mario e Compagni Martiri che ieri sera, lunedì 19 gennaio, in occasione della festa del patrono ha ricevuto la visita del cardinale vicario Baldo Reina, culminata nella celebrazione della Messa. «Una comunità viva, bella, fatta di impegno – ha detto il porporato, che nell’ottobre 2024 era già stato in via del Ponte delle Sette miglia per l’apertura dell’anno catechistico -. Una famiglia di famiglie che sull’esempio dei martiri Mario, della moglie Marta e dei figli Audiface e Abaco, deve chiedere la grazia di essere sempre più missionaria con il pensiero rivolto alle pecore smarrite. Sono fratelli che non hanno ancora conosciuto lo Sposo che le ama follemente». Dal vicario l’esortazione a fare «tesoro dell’insegnamento dei martiri» per essere testimoni di «una vita nuova animata dal desiderio di santità».
Durante la preghiera dei fedeli, il pensiero del cardinale è andato ai giovani, in particolare alle vittime di Crans-Montana e a Youssef Abanoud, lo studente ucciso a La Spezia da un compagno di scuola. «Ogni giorno le cronache riportano episodi di violenza con protagonisti giovanissimi – ha detto -. Dietro c’è sofferenza, disagio. Preghiamo affinché i giovani di Roma si sentano amati. Bisogna rilanciare il patto educativo». Al termine della Messa ha incontrato quindi il consiglio pastorale. Il parroco, don Guelcé Barthelemy, per tutti don Bart, gli ha presentato una parrocchia che è «punto di ristoro, luogo di incontro e di dialogo».
La comunità collabora con realtà associative, sportive, ludiche «per fare da collante – dice il sacerdote -. Cerchiamo di portare l’acqua fresca e dissetante del Vangelo a tutti, non solo a chi frequenta la parrocchia. La nostra missione è favorire l’incontro con Gesù evangelizzando attraverso la liturgia e luoghi di socialità». In tal senso, strategico è l’oratorio con il nuovo campetto. Aperto tutti i giorni a partire dalle 16, è uno spazio educativo per tutto il quartiere. Fernando Amaya, seminarista del Redemptoris Mater, racconta come «la vicinanza con la scuola renda l’oratorio meta naturale per tutta la famiglia. L’obiettivo è creare un ambiente sereno, sicuro, accogliente, dove i genitori si sentano tranquilli di lasciare i propri figli».
Molto curata è anche la pastorale familiare. Nadia Cerasi, dell’equipe famiglia, spiega come l’intento principale sia «far percepire l’amore di Gesù anche al di fuori dei momenti sacramentali. La parrocchia vuole essere presente, offrire vicinanza, supporto, accompagnare le famiglie nelle loro fatiche di tutti i giorni». Derna Monterisi è tra le coordinatrici della Caritas parrocchiale. «L’ascolto è la base per aiutare una persona indigente – osserva -. Non ci limitiamo alla distribuzione di pacchi viveri per oltre cento famiglie del quartiere. Abbiamo strutturato una rete di sportelli che rispondono a diverse fragilità: dal supporto psicologico alla consulenza legale, dal centro lavoro fino alla scuola di italiano per stranieri e all’aiuto compiti per i più piccoli». Un’accoglienza che inizia sulla soglia dell’ufficio parrocchiale. «Un sorriso e l’empatia sono già una forma di evangelizzazione – riflette Alessandra Scorza, della segreteria -. Chi viene in chiesa per chiedere un certificato o semplicemente un’informazione, deve sentirsi subito parte di una famiglia».
20 gennaio 2026
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