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Martedì 20 Gennaio 2026 16:01

Oxfam fa luce sul “baratro della disuguaglianza”



Il rapporto dell'organizzazione, nel giorno di apertura del World economic forum di Davos. In Italia il 5% più ricco è titolare della metà della ricchezza nazionale. «Meno garanzie democariche»

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18.300 miliardi di dollari. Questo il livello record raggiunto nel 2025 dalla ricchezza dei miliardari, aumentata del 16% in termini reali, tre volte il ritmo medio degli ultimi cinque anni. In pratica, i 12 individui più ricchi del pianeta detengono da soli 2.635 miliardi di dollari, una cifra superiore alla ricchezza complessiva della metà più povera dell’umanità, vale a dire oltre 4,1 miliardi di persone. Dall’altra parte della barricata, una persona su quattro nel mondo vive in condizioni di insicurezza alimentare e quasi metà della popolazione globale è in povertà.

In apertura del World economic forum di Davos – dal 19 al 23 gennaio – Oxfam ha pubblicato il rapporto “
Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia
”. Una denuncia di come l’accumulazione di ricchezza da parte dei super-ricchi si sia tradotta in un crescente potere politico, capace di influenzare regole economiche e processi democratici. Secondo le stime, un miliardario ha oggi 4mila volte più probabilità di ricoprire incarichi politici rispetto a un cittadino comune.

Ancora, il dossier segnala che 7 delle 10 maggiori corporation mediatiche globali hanno proprietari miliardari, con un impatto rilevante sul discorso pubblico. Oxfam collega l’impennata dei patrimoni del 2025 anche all’attuazione, negli Stati Uniti e su scala internazionale, di politiche fiscali favorevoli alle élite economiche, con riduzione delle imposte per gli ultra-ricchi e ostacoli ai tentativi di regolamentare il potere delle grandi multinazionali. E la tendenza riguarda ormai molte aree del mondo: nel 2025 le fortune dei miliardari sono cresciute di 2.500 miliardi di dollari, quasi quanto la ricchezza della metà più povera dell’umanità. Per la prima volta il numero dei miliardari ha superato quota 3mila, mentre il patrimonio di Elon Musk ha oltrepassato, seppur temporaneamente, i 500 miliardi di dollari.

Lo spiega il direttore generale di Oxfam Italia Roberto Barbieri: «La legge del più ricco sta portando al fallimento della democrazia». Nelle sue parole, la denuncia di governi che «agiscono in difesa di un’élite oligarchica», comprimendo diritti e spazi di dissenso. La povertà estrema, intanto, torna a crescere in Africa, mentre i tagli agli aiuti internazionali potrebbero causare oltre 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030 nei Paesi più poveri. Secondo il rapporto, la disuguaglianza economica alimenta l’erosione dei diritti e favorisce derive autoritarie: il rischio di arretramento democratico è sette volte più elevato nei Paesi con maggiori disparità. Tra il 2004 e il 2024 la quota di popolazione mondiale che vive in autocrazie è aumentata di quasi il 50%; oggi solo tre persone su dieci vivono in una democrazia.

Anche in Italia si aggravano le disuguaglianze economiche, di pari passo con un progressivo indebolimento delle garanzie democratiche.  L’Italia si conferma il Paese “delle fortune invertite”, con politiche pubbliche che tendono a favorire gruppi sociali già avvantaggiati e territori più forti, mentre restano irrisolti i divari economico‑sociali e cresce la vulnerabilità delle fasce più fragili. Nel 2025 la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata in termini reali di 54,6 miliardi di euro, al ritmo di 150 milioni al giorno, raggiungendo i 307,5 miliardi detenuti da 79 individui. Il 10% più ricco delle famiglie possiede oltre otto volte la ricchezza della metà più povera. Un divario in forte crescita rispetto al 2010. Dal 2010 al 2025, il 91% dell’incremento della ricchezza nazionale è andato al 5% più abbiente, mentre alla metà più povera è arrivato appena il 2,7%. Il rapporto segnala inoltre un aumento del peso delle eredità nella formazione dei patrimoni, con lasciti sempre più concentrati e un prelievo fiscale considerato “blando”.

Le cose non migliorano guardando al futuro. Nei prossimi dieci anni si stima un trasferimento generazionale di almeno 2.500 miliardi di euro, con il rischio di consolidare un modello sociale “ereditocratico”. Sul fronte della povertà, Oxfam rileva una sostanziale stagnazione: nel 2024 oltre 2,2 milioni di famiglie – pari a 5,7 milioni di persone – vivevano in povertà assoluta. La situazione è particolarmente critica per i nuclei in affitto, che nei grandi centri urbani arrivano a destinare oltre il 40% del reddito alla casa. «Il diritto al sostegno in caso di bisogno non è più garantito a tutti i poveri», rileva Mikhail Maslennikov, policy advisor di Oxfam Italia, denunciando l’abbandono dell’impostazione universalistica del reddito di cittadinanza.

Anche il mercato del lavoro mostra segnali contrastanti: alla crescita dell’occupazione nel 2025 contribuiscono soprattutto gli over 50, mentre giovani e donne restano penalizzati da sotto‑occupazione e precarietà. I salari non hanno recuperato l’inflazione: tra il 2019 e il 2024 il potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali è diminuito di 7,1 punti percentuali. Sul piano fiscale, Oxfam critica l’assenza di una riforma orientata all’equità e la scelta di interventi che avvantaggiano i redditi più alti. Il ritocco dell’Irpef del 2025 ha destinato metà delle risorse all’8% dei contribuenti più ricchi. Preoccupa inoltre il ricorso a nuovi condoni, che «sviliscono la fedeltà fiscale».

Di qui alcune raccomandazioni al governo: ripristinare misure universali di contrasto alla povertà, rafforzare le politiche per l’abitare, introdurre un salario minimo legale, definire contratti collettivi validi erga omnes, avviare una riforma fiscale più progressiva e intensificare la lotta all’evasione.

20 gennaio 2026

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