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Venerdì 23 Gennaio 2026 16:01

Roma: corruzione e falsita’ ideologica in uffici genio civile, 3 persone ai domiciliari

Un sistema corruttivo è stato scoperto negli uffici dell'area genio civile di Roma, con arresti e sequestro di beni.

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Un articolato sistema corruttivo è stato smascherato negli uffici dell’area genio civile di Roma Città metropolitana, sotto la direzione regionale lavori pubblici e infrastrutture della Regione Lazio.

I Carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Roma Eur, su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale capitolino, che ha disposto gli arresti domiciliari per tre persone gravemente indiziate, a vario titolo, di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, uso abusivo di sigilli e strumenti veri, falsità materiale e ideologica commessa da un pubblico ufficiale, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, accesso abusivo a sistemi informatici o telematici, ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente, è stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo per equivalente fino alla concorrenza di 94 mila euro, somma ritenuta provento dell’attività corruttiva.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’indagine, che si è protratta per due anni, dal 2022 al 2024, ha permesso di raccogliere gravi elementi indiziari sull’esistenza di un articolato sistema corruttivo attivo presso gli uffici dell’area genio civile di Roma. I gravi indizi di colpevolezza raccolti dai Carabinieri indicano che il meccanismo prevedeva il pagamento di somme di denaro, comprese tra 150 e 6.000 euro, per ottenere, anche in assenza dei requisiti di legge, il rilascio di concessioni edilizie, autorizzazioni sismiche, sanatorie e collaudi.

Durante gli accertamenti sono emersi accessi abusivi a banche dati riservate, utilizzate per agevolare e velocizzare l’iter delle pratiche amministrative, nonché l’emissione di fatture per operazioni inesistenti in favore di liberi professionisti. Tali documenti, relativi a prestazioni fittizie, sarebbero stati utilizzati per creare una copertura contabile al trasferimento di denaro, considerato il prezzo della corruzione.

Tra i destinatari della misura cautelare figurano anche un funzionario e un dipendente della Regione Lazio, ritenuti coinvolti, a vario titolo, nel sistema corruttivo emerso dall’inchiesta.

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