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Mercoledì 28 Gennaio 2026 17:01

Menichelli, quel doppio salto mortale sul muretto della scuola

Campione olimpionico di ginnastica a Tokyo nel 1964, ma già bronzo a Roma nel ’60 e poi vittima a Città del Messico nel ’68 d’un infortunio che bloccò la sua carriera -

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Se n’è andato un vecchio amico, Franco Menichelli, campione olimpionico di ginnastica a Tokyo nel 1964, ma già bronzo a Roma nel ’60 e poi vittima a Città del Messico nel ’68 d’un infortunio che gli impedì di conquistare altre medaglie ma non di insegnare per mezzo secolo ginnastica agli atleti suoi eredi e ai ragazzi di un istituto tecnico della capitale.

Era un mio compagno di scuola, alla Cola di Rienzo di Roma, dove frequentavamo il corso di avviamento al lavoro a indirizzo commerciale, le medie dei poveri, dei somari e di chi, come lui, non aveva molto tempo da dedicare allo studio, impegnato come era ad allenarsi intensamente in vista della sua sicura, secondo i tecnici del Coni, partecipazione alle olimpiadi di Roma.

Spesso assente per impegni sportivi, riusciva a superare l’impreparazione con l’intelligenza e con l’aiuto provvidenziale dei vicini di banco che quando serviva gli lasciavano copiare dai loro elaborati le soluzioni ai problemi di matematica e di computisteria. Le amicizie a scuola nascono anche così e sono più formative dei compiti a casa.

Ero nel banco dietro al suo e durante i compiti in classe ci scambiavamo informazioni preziose approfittando di attimi di distrazione dei professori. Eravamo amici, ma lui era amico di tutti. Ci siamo poi persi di vista, come sempre capita tra vecchi amici che hanno impegni professionali in ambienti diversi.

Quando penso a lui, come oggi che ho saputo della sua scomparsa, mi viene sempre in mente l’esibizione che riservò a noi compagni di scuola in un intervallo dell’ora di educazione fisica, nel ’56: un doppio salto mortale in equilibrio precario sul muretto di recinzione della scuola di piazza Risorgimento: salto perfetto. Un piccolo errore gli sarebbe costato, insieme a qualche osso rotto, forse addirittura la fine della carriera. Impressionò tutti i presenti, tranne il professore di educazione fisica, che conosceva le qualità di Franco e che, sorridendo, fu costretto a redarguirlo.

Addio Franco, ma stai attento a non esagerare anche adesso che puoi saltare tra le nuvole: sono più morbide dei muretti, ma c’è tanta umidità. (Ard)

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