Lunedì 9 Febbraio 2026 13:02
Michele Bravi: la fragilità che diventa forza


Il cantautore racconta il ritorno al Festival di Sanremo con “Prima o poi”, nove anni dopo l’esordio sul palco dell’Ariston. «Avrò davanti una platea difficilmente raggiungibile con il pop»
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La sua prima fan è la mamma: «Ho mandato il brano che volevo presentare a Sanremo nella chat di famiglia e lei ha risposto che finalmente avevo fatto una bella canzone», racconta teneramente Michele Bravi, in procinto di partecipare al 76° Festival di Sanremo che si svolgerà dal 24 al 28 febbraio. Classe 1994, umbro, voce riconoscibile e penna che scava nel profondo, ha costruito negli anni un percorso che tiene insieme musica, cinema e scrittura. Non si è mai limitato a “cantare bene”: ha scelto di mettere sulla scena quello che molti nascondono – la vulnerabilità, l’inadeguatezza, i momenti di oscurità – trasformandoli in arte.
E ne parla anche incontrando la stampa per raccontare questa nuova tappa del suo percorso artistico. Il tono è quello rilassato di chi ha imparato a dare il giusto peso alle cose: «Sono in una fase della vita in cui ho ristabilito il sistema valoriale – ammette -. Negli ultimi anni la famiglia ha cominciato a contare tanto. Sai quando si dice che quando c’è la salute, c’è tutto? È vero. Nel nostro lavoro non è tutto oro. Io, come tutti, mi scontro con la vita di tutti i giorni: mutui, bollette, delusioni sentimentali. Le cose che contano sono altre. Ci ho messo un po’ a capirlo e, di sicuro, Sanremo mi ha insegnato che è bello fare di una passione una professione. Anche nel mio migliore Festival, nel 2017, avevo la sindrome dell’impostore. Sul palco era una persona, ma lontano dai riflettori piangevo a dirotto. Confondevo quel palco con la mia vita. Adesso penso che Sanremo sia solo un’occasione per la mia vita. Ci metto impegno, voglio fare una cosa bella, ma sono molto più distaccato». A sentirlo, si capisce che, in un tempo in cui tanti giovani talenti che bruciano le tappe non riescono a reggere il peso della notorietà, lui deve aver lavorato parecchio su sé stesso.
Il pubblico lo scopre nel 2014, quando vince X Factor Italia e pubblica l’album “A passi piccoli”. Poi arriva il primo Festival di Sanremo nel 2017 con “Il diario degli errori”: un’esibizione che diventa manifesto della sua scrittura emotiva, conquista il doppio platino e lo porta definitivamente sulla mappa dei giovani cantautori italiani. Dopo anni complessi e una crescita personale evidente, Michele amplia il suo percorso artistico: un romanzo, due film al cinema, la tv come giudice ad “Amici” di Maria De Filippi, poi l’ultimo album nel 2024 “Tu cosa vedi quando chiudi gli occhi”, che conferma una direzione sempre più matura e identitaria.
Dopo aver tentato di entrare in gara lo scorso anno con un brano sull’Alzheimer dedicato ai nonni, quest’anno torna a Sanremo per la quarta volta, la terza come concorrente (l’altra era stato nel 2022, durante la pandemia e l’anno prima ospite di Arisa per i duetti), con “Prima o poi”, che racconta la goffaggine della vita quando una storia d’amore finisce, il sentirsi fuori posto, il tentativo di riconoscersi “in mezzo alla pioggia”, mentre si cerca un citofono che sembra sempre sfuggire. Il pezzo nasce da un lavoro condiviso con Rondine e Gianmarco Grande e si regge su un equilibrio musicale particolare «che richiede un significativo impegno da parte dell’orchestra», racconta. Ma c’è anche lo zampino di un’inedita Ilenia Pastorelli, per la prima volta alla regia, che ha scritto e diretto il videoclip.
«Sanremo è una testa d’ariete – ci racconta -. Sto preparando un album con un taglio molto teatrale, ho iniziato a scrivere pensando a una forma di teatro – canzone, a un musical, c’è un pensiero cinematico dietro. Sanremo è arrivato dopo e sono felice di andarci perché avrò davanti una platea difficilmente raggiungibile con il pop». E aggiunge: «Confesso di non conoscere nemmeno io tutti gli artisti in gara – aggiunge -. Non so che faccia abbia Nayt, anche se conosco la sua musica. Stanno succedendo certe figuracce nel backstage!». Ma nella serata dei duetti, una garanzia: insieme a Fiorella Mannoia, canterà “Domani è un altro giorno” di Ornella Vanoni. “Prima o poi” cosa vorrebbe fare? «Sogno l’Umbria, ormai sono 13 anni che sto a Milano, mi piacerebbe avere una fattoria. Il concetto mi piace, la fatica che farei però mi fa rimandare!».
9 febbraio 2026
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