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Venerdì 13 Febbraio 2026 10:02

Ad Haiti aumentato del 200% il numero di minori nei gruppi armati



La denuncia dell'Unicef, in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato, il 12 febbraio. La direttrice generale Russell: «I diritti dei più piccoli non sono negoziabili»

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Peggiora la situazione dei bambini ad Haiti. A denunciarlo è l’Unicef, in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato celebrata ieri, 12 febbraio. Nel 2025, riferiscono, il numero di minori reclutati e utilizzati dai gruppi armati è aumentato del 200%, triplicando in un solo anno. E parlano di un «ricorso crescente allo sfruttamento dei minorenni» in un contesto segnato da violenze diffuse e instabilità.

Resta «critica», secondo l’organizzazione internazionale, la condizione dei bambini nel Paese. Se è vero infatti che oltre 1,4 milioni di persone risultano sfollate, più della metà di loro sono minori, che restano esposti a violenza armata, disastri naturali ed estrema povertà. Fattori che alimentano l’espansione dei gruppi armati e spingono un numero crescente di bambini al reclutamento forzato o per necessità di sopravvivenza.

La direttrice generale Unicef Catherine Russell lo ribadisce con forza: «I diritti dei bambini non sono negoziabili. Ogni bambino deve essere protetto». Chiede quindi il rilascio immediato dei minori associati ai gruppi armati e il loro accesso a percorsi di cura, istruzione e reinserimento. Il reclutamento di bambini, ricordano dalll’Unicef, costituisce una grave violazione del diritto internazionale e li espone a rischi estremi: ferite, abusi sessuali, violenze psicologiche e fisiche, detenzione arbitraria e interruzione dell’istruzione, con conseguenze profonde sul loro sviluppo.

Dal gennaio 2024, grazie al Protocollo di trasferimento, l’organizzazione e i suoi partner hanno potuto verificare e assistere oltre 500 bambini associati ai gruppi armati, offrendo protezione specializzata e percorsi di reintegrazione. In coordinamento con diverse realtà istituzionali, della società civile e altre agenzie Onu, l’Unicef fornisce supporto psicosociale, gestione dei casi, accesso ai servizi sanitari e di protezione, sostegno scolastico, spazi di apprendimento temporanei e assistenza per il ricongiungimento familiare. In più, attraverso il programma Prejeunes lavora sulla prevenzione del reclutamento e sul reinserimento degli adolescenti che lasciano i gruppi armati.

L’invito alle autorità di Haiti è a rafforzare i sistemi di protezione dell’infanzia e garantire un accesso sicuro ai servizi essenziali. Parallelamente, ai donatori internazionali e al settore privato si chiede di sostenere programmi ancora fortemente sottofinanziati. «I bambini associati ai gruppi armati non devono essere trattati come criminali. Devono essere protetti da ulteriori rischi, stigmatizzazione o ritorsioni e accompagnati in un percorso di reinserimento adeguato», conclude Russell.

13 febbraio 2026

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