Venerdì 13 Febbraio 2026 12:02
Al Bambino Gesù un Open day per i cardiopatici congeniti adulti


Appuntamento il 14 febbraio, nella Giornata mondiale delle cardiopatie congenite, nella sede di San Paolo fuori le Mura. In Italia si contano oltre 100mila casi. Nel 2025 presi in carico in 3mila
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Dedicato agli adulti che vivono con una cardiopatia congenita l’Open day in programma per sabato 14 febbraio nella sede di San Paolo dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, nella Giornata mondiale delle cardiopatie congenite. Oltre 100mila i casi in Italia: persone che, da bambini con una malformazione cardiaca, sono diventate adulte, vale a dire Guch: Grow up congenital heart. Per loro il Bambino Gesù ospita da anni l’Unità di cardiologia del congenito adulto, diretta da Claudia Montanaro. «L’Open day – spiega – vuole sensibilizzare sulla crescente popolazione di adulti con cardiopatie congenite, promuovendo l’informazione e l’educazione sanitaria, sì da rafforzare il ruolo attivo del paziente nella cura della propria salute; rappresenta inoltre un’importante occasione di incontro e confronto tra pazienti, familiari e il team sanitario».
Nelle parole del direttore sanitario Massimiliano Raponi, «questo Open day inaugura un ciclo di appuntamenti periodici dedicati alle malattie rare, che l’Ospedale intende promuovere con cadenza mensile per rafforzare il dialogo con i pazienti e valorizzare l’importanza della presa in carico multidisciplinare». Proprio per questo l’appuntamento sarà aperto sia a chi è già seguito dal Bambino Gesù sia a chi proviene da altri centri. Sarà possibile sottoporsi a controlli gratuiti, inclusa la misurazione dei parametri vitali e l’elettrocardiogramma, senza necessità di prenotazione. Per maggiori informazioni, è possibile scrivere a
guchunit@opbg.ne
t. Parteciperà anche l’Aicca, Associazione italiana cardiopatici congeniti bambini e adulti.Ogni anno, riferiscono dall’ospedale pediatrico, in Italia nascono circa 4mila bambini con cardiopatie congenite. Grazie ai progressi della medicina e in particolare della cardiochirurgia e della cardiologia interventistica pediatrica, il 90% di questi bambini raggiunge l’età adulta. Oggi quindi la popolazione dei cardiopatici congeniti adulti – Guch o Achd (Adults with congenital heart disease), supera le 100mila persone. «Nonostante i progressi, questi pazienti devono affrontare controlli periodici e un’assistenza specialistica per tutta la vita – sottolineano -. Per rispondere a questa crescente domanda, l’Ospedale Bambino Gesù ha istituito l’Unità operativa semplice di cardiologia del congenito adulto, che nel 2025 ha preso in carico circa 3mila pazienti». La strada scelta è quella dell’approccio multidisciplinare, integrando cardiologi, cardiologi interventisti, cardiochirurghi, aritmologi, radiologi, anestesisti, psicologi e altri specialisti, a seconda delle esigenze cliniche del singolo paziente.
«Grazie ai progressi della medicina, oggi la maggior parte dei bambini con cardiopatie congenite raggiunge l’età adulta – sottolinea Montanaro -. Tuttavia, la cardiopatia congenita, anche a seguito di interventi cardiochirurgici, non può essere considerata una condizione “guarita”: i pazienti Guch necessitano di un follow-up costante e altamente specializzato. L’Unità risponde a queste esigenze con un approccio integrato e multidisciplinare – ribadisce -, accompagnando i pazienti in ogni fase della vita, inclusa la gravidanza. Attraverso l’educazione e il supporto, il nostro obiettivo è migliorare la qualità e l’aspettativa di vita, promuovendo una gestione consapevole e personalizzata della loro condizione».
13 febbraio 2026
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