Servizi > Feed-O-Matic > 702786 🔗

Venerdì 13 Febbraio 2026 12:02

“Ascoltare e digiunare”: dal Papa le coordinate per vivere la Quaresima



Diffuso il messaggio di Leone per il periodo di preparazione alla Pasqua. «È il tempo in cui la Chiesa ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio»

L'articolo
“Ascoltare e digiunare”: dal Papa le coordinate per vivere la Quaresima
proviene da
RomaSette
.

#papa #ascoltare e digiunare #focus #papa leone xiv #quaresima
leggi la notizia su RomaSette





Mette al centro il legame « tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera», Leone XIV, nel messaggio per la Quaresima diffuso questa mattina, 13 febbraio. «La Quaresima – scrive – è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno. Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito», aggiunge, sottolineando che l’itinerario quaresimale diventa allora «un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione».

Di questo cammino, il Papa offre le coordinate essenziali. La prima: ascoltare, poiché la disponibilità a dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto «è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro». È il tratto distintivo dell’essere di Dio, come rivela a Mosè: l’ascolto del grido del popolo oppresso in Egitto «è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù». Un Dio «coinvolgente», prosegue il pontefice, che «raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore». Per questo, «l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa».

La seconda coordinata è digiunare. Il digiuno infatti «costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio». Esercizio ascetico antichissimo, «serve a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo». Citando sant’Agostino, Prevost spiega che il digiuno «ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene». Indispensabile però viverlo sempre «nella fede e nell’umiltà», restando radicati «nella comunione con il Signore», perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio». Non solo: «Il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana». Di qui l’invito a «una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio – l’esortazione di Prevost -, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace».

Da ultimo, Leone richiama alla «dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno», che la Quaresima mette in evidenza. «Le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte – aggiunge -, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione».

L’invito è allora a chiedere «una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua -l’esortazione -, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore».

13 febbraio 2026

L'articolo
“Ascoltare e digiunare”: dal Papa le coordinate per vivere la Quaresima
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI