Venerdì 20 Febbraio 2026 09:02
Le scuole cattoliche e la sfida del “noi educativo”


Assemblea diocesana con il cardinale Reina e il vescovo Di Tolve, delegato per l'Educazione. Dal presule, tre piste da seguire, tra cui «investire nella formazione integrale degli educatori»
L'articolo
Le scuole cattoliche e la sfida del “noi educativo”
proviene da RomaSette
.
#in diocesi #assemblea diocesana scuole cattoliche #baldo reina #caterina cangià #ernesto diaco #francesca manna #francesco ciccimarra #michele di tolve #rosario chiarazzo #vetrina #virginia kaladich #vito donatone
leggi la notizia su RomaSette


Rinnovare un senso di appartenenza a «una famiglia più grande» in grado di «rafforzare la pedagogia del bene». Questo, nelle parole del cardinale vicario Baldo Reina, il valore dell’assemblea diocesana delle scuole cattoliche, che ha avuto luogo ieri pomeriggio, 19 febbraio, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense. Di fronte alle attuali «sfide legate ai costi, alle strutture e al calo demografico – ha osservato il porporato, rivolgendosi alle tante religiose, ai gestori e ai legali rappresentanti degli istituti scolastici -, non possiamo pensare di cavarcela da soli: abbiamo bisogno di fare squadra attorno alla passione educativa, che è una grande risorsa». Dunque l’auspicio di Reina è quello di «sentirsi parte di un’unica Chiesa», coltivando «la capacità di stare insieme e di condividere sogni» nonché collaborando, nella certezza che «noi come diocesi ci siamo ma abbiamo bisogno di una reciprocità: vediamoci e confrontiamoci», ha incoraggiato il cardinale.
Anche il vescovo Michele Di Tolve, delegato per l’ambito dell’Educazione della diocesi di Roma, nel suo saluto di benvenuto ha espresso la convinzione che «nessuno educa da solo» e che «la scuola cattolica vive della forza del suo “noi”», mettendo in luce il ruolo positivo in tal senso della Consulta di pastorale scolastica diocesana. In particolare, il presule, sostenendo che «oggi non siamo qui per difendere un marchio ma perché crediamo che educare è servire la vita», ha illustrato «tre piste» da seguire per attuare a pieno la finalità educativa delle scuole cattoliche «a favore della dignità della persona».
In primo luogo, per Di Tolve serve «un’alleanza educativa reale»: non solo «una dichiarazione» ma un vero e proprio «”noi educativo”, fatto di una rete di scuole»; ancora, per il vescovo è importante «investire nella formazione integrale degli educatori» e infine «abitare con discernimento il processo presente, con un’attenzione all’uso dei social, promuovendo un “digitale umano”, in cui la persona venga prima». A moderare i lavori, Rosario Chiarazzo, direttore dell’Ufficio per la pastorale scolastica del Vicariato, che ha sottolineato il valore dell’assemblea quale «spazio di riflessione sul futuro della scuola nella nostra diocesi» in merito a «questioni attuali che ci interpellano sul significato dell’educare e dell’insegnare» e sull’importanza di «farlo insieme».
Nel suo intervento, Ernesto Diaco, già direttore dell’Ufficio nazionale Cei per l’educazione, la scuola e l’università, ha messo in luce come alla scuola cattolica «sono affidate le parole che hanno a che fare con la cultura, con il “perché?”» ossia con la ricerca di un senso e un significato profondi, «profetici». Da parte sua, suor Caterina Cangià, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha riflettuto sull’importanza di «come si educano i bambini nella scuola dell’infanzia» poiché «gli studi hanno dimostrato che ciò che si dà ai bambini dagli 0 ai 6 anni è per sempre». Ancora, sono intervenute Virginia Kaladich, della Federazione istituti di attività educative (Fidae), e Francesca Manna, dell’Associazione genitori delle scuole cattoliche (Agesc). La prima ha considerato che la domanda alla base di un progetto educativo «deve essere su quale uomo e quale donna pensiamo in uscita dalla nostra scuola». La seconda ha osservato che «il semplice gesto di iscrivere un figlio a una scuola cattolica» ha a che fare «con un progetto che mette al centro la persona nella sua interezza e i valori».
Da ultimi gli interventi di padre Francesco Ciccimarra dell’Associazione gestori istituti dipendenti dall’autorità ecclesiastica (Agidae) e di Vito Donatone (Cefa) che, rispettivamente, hanno considerato i traguardi raggiunti, come «l’esenzione dell’Imu per gli istituti religiosi. dopo una battaglia durata 20 anni», e offerto «delle provocazioni e dei criteri pratici per arginare» un processo di crisi e per «custodire, innovare, trasmettere il patrimonio scolastico cattolico».
20 febbraio 2026
L'articolo
Le scuole cattoliche e la sfida del “noi educativo”
proviene da RomaSette
.