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Sabato 21 Febbraio 2026 08:02

???? Roma cambia volto: NUOVE MAPPE TRA QUARTIERI e RIONI

Roma Capitale ha aggiornato le mappe della città con 327 quartieri, 22 rioni e 104 zone funzionali, superando le vecchie suddivisioni e aprendo un dibattito urbano e sociale su identità, servizi e partecipazione civica. La geografia urbana di Roma è cambiata. Dopo decenni in cui le zone urbanistiche tradizionali avevano fatto da riferimento informale per…
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Roma Capitale ha aggiornato le mappe della città con 327 quartieri, 22 rioni e 104 zone funzionali, superando le vecchie suddivisioni e aprendo un dibattito urbano e sociale su identità, servizi e partecipazione civica.

La geografia urbana di Roma è cambiata. Dopo decenni in cui le zone urbanistiche tradizionali avevano fatto da riferimento informale per cittadini, istituzioni e servizi, il Campidoglio ha messo in campo una nuova mappa della città che suddivide il territorio in 327 quartieri, 22 rioni e 104 zone funzionali, segnando un punto di svolta nella lettura delle identità locali e delle politiche urbane.

La presentazione ufficiale avvenuta nell’autunno del 2025 — con un progetto che ha coinvolto le tre università pubbliche romane (Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre), l’Istat e le comunità locali — ha riattivato il dibattito sulla rappresentazione del territorio, dalla periferia al centro storico, grazie anche a strumenti digitali di consultazione aperti ai residenti fino a metà gennaio 2026.

Per decenni Roma è stata suddivisa — soprattutto a fini statistici e urbanistici — in zone urbanistiche codificate, istitute negli anni Settanta e mai pienamente aggiornate nonostante il profondo mutamento demografico, edilizio e sociale del tessuto urbano.

La nuova mappa supera quel modello, inserendo invece una suddivisione più aderente alla realtà vissuta dai cittadini: quartieri con nomi, confini, storie e identità riconoscibili, accompagnati da rioni nel centro storico e da zone funzionali con ruoli specifici (spazi verdi, funzioni produttive, poli di servizi).

Questa cartografia contemporanea nasce per favorire una pianificazione più puntuale dei servizi pubblici, dalla mobilità ai rifiuti, dalla scuola alle aree culturali, ma anche per stimolare la partecipazione civica: i cittadini hanno potuto proporre osservazioni, integrazioni e commenti alle proposte del Comune, in un percorso partecipativo raro per dimensione e portata.

https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/images/comune_map_1_d0.jpg

Per chi vive a Roma, capire dove si trova esattamente un quartiere o a quale quartiere appartiene una via può sembrare banale — ma non lo è affatto: per anni i nomi delle zone urbane sono stati spesso un miscuglio di toponimi storici, denominazioni popolari, nomi di arterie principali e identificativi amministrativi poco noti.

“Ora i confini non saranno più indefiniti: ogni area ha un nome e un perimetro ufficiale”, spiega un urbanista che ha partecipato alla redazione della mappa.

Questo ha implicazioni pratiche:

  • identificazione degli ambiti di competenza dei Municipi e dei servizi localizzati;

  • analisi epidemiologiche e demografiche più precise;

  • pianificazione urbanistica con dati aggiornati sulla popolazione, densità, servizi e infrastrutture;

  • maggiore trasparenza per imprese, professionisti e turisti.

Ad esempio, un quartiere come Tor di Quinto nel Municipio XV (Nord) non è più solo un nome di quartiere popolare: è parte di una classificazione che lega il suo sviluppo urbano ai dati demografici, ambientali e ai servizi effettivi disponibili, dal trasporto pubblico alle scuole locali.

I 22 rioni rappresentano il nucleo storico di Roma, centrato principalmente nel Municipio I. Sono nomi come Monti, Trevi, Trastevere, Testaccio, che evocano secoli di storia urbana, civica e sociale.
Queste microzone, spesso riconoscibili anche per i residenti e i turisti, saranno parte integrante del database urbano aggiornato, con potenziali impatti su turismo, valorizzazione culturale e gestione patrimoniale.

I 327 quartieri rappresentano un salto di scala rispetto al passato: non più una semplice numerazione burocratica, ma una geografia che nomina e caratterizza porzioni di città con identità proprie. Alcuni, come quelli centrali o semicentrali, sono ampiamente noti; altri, soprattutto nelle periferie, sono meno conosciuti ma socialmente vitali.

Accanto a quartieri e rioni emergono le 104 zone funzionali, aree territoriali definite secondo funzioni precise, come poli verdi, aree produttive, spazi di interesse collettivo. Queste zone permettono di integrare i dati urbanistici con le necessità di pianificazione settoriale, dalla mobilità alla tutela del paesaggio.

Un elemento distintivo dell’operazione è il carattere partecipativo e digitale. La piattaforma GeoRoma — dove i cittadini possono consultare la mappa interattiva per Municipio, quartiere e zona funzionale — è aperta al pubblico, con dati su popolazione, età, servizi, scuole, infrastrutture e presenza straniera.

È un passo verso una “città dei 15 minuti”: un concetto urbanistico secondo cui ogni residente deve poter raggiungere pedonalmente, o con mezzi pubblici, i servizi di prima necessità in un quarto d’ora.

Le periferie urbane di Roma — spesso percepite come aree marginali — appaiono in chiaro nella nuova mappa con confini precisi e dati demografici. Questo consente analisi più raffinate su fenomeni sociali ed economici, come la distribuzione dei servizi culturali o sanitari.

Uno studio dell’Università Roma Tre, ad esempio, ha dimostrato che in molti quartieri periferici non esistono nemmeno biblioteche o cinema, a differenza delle zone centrali dove i servizi culturali sono molto più diffusi.

Tali dati, integrati nelle mappe comunali, potrebbero essere fondamentali per orientare investimenti pubblici e privati, stimolare la rivitalizzazione urbana e bilanciare l’offerta di servizi.

La nuova mappatura non è priva di critiche: alcuni comitati di quartiere hanno chiesto maggior trasparenza nei criteri di definizione dei confini, altri lamentano che alcune aree periferiche non ricevono servizi in proporzione alla loro popolazione.
Alcuni consiglieri municipali stanno raccogliendo osservazioni da parte dei cittadini prima dell’approvazione definitiva, prevista dopo il passaggio in Assemblea Capitolina.

Roma non è più soltanto una città di monumenti e storia millenaria, ma un organismo urbano dinamico che richiede strumenti moderni di comprensione territoriale. Le nuove mappe — con quartieri, rioni e zone funzionali — sono strumenti per governare la complessità, andare oltre i nomi familiari e dare una base analitica solida alla pianificazione del futuro urbano.

In un’epoca in cui città intelligenti, mobilità sostenibile e politica di prossimità sono al centro del dibattito pubblico, le mappe di Roma diventano un patrimonio di conoscenza e partecipazione civica, un modo per interpretare dove si vive, si lavora e si progetta il domani.

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