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Domenica 22 Febbraio 2026 11:02

Leone al Sacro Cuore, «lievito di Vangelo nella pasta del territorio»



Culminato nella Messa l'incontro con la comunità di via Marsala. «speciale presidio di prossimità», l'ha definita il Papa. «In pochi metri si possono toccare le contraddizioni di questo tempo», Il grazie del parroco Ortiz Rodriguez:

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Un ringraziamento e un incoraggiamento alla comunità a proseguire la propria opera a favore degli ultimi, in un angolo di territorio che racchiude in sé i tanti paradossi della società contemporanea. Durante la visita di oggi, 22 febbraio, alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, a due passi dalla stazione Termini, Papa Leone XIV non ha deluso le attese della vigilia. La comunità salesiana, a cui da sempre è affidata la basilica parrocchiale, sperava di ricevere parole di stimolo proprio all’inizio del cammino quaresimale, anche per dare ulteriore slancio alla propria opera. E così è stato.

Prevost ha ricordato che fu Papa Leone XIII a volere la chiesa realizzata da san Giovanni Bosco, intuendo la centralità del luogo «in un crocevia unico della città, destinato a diventare nel tempo ancora più importante». Oggi la comunità riveste «uno speciale presidio di prossimità», in un quartiere che quotidianamente vede le sue strade attraversate da giovani universitari, pendolari, turisti, «immigrati in cerca di occupazione, rifugiati» che nella sede salesiana di via Marsala possono incontrare coetanei per progetti di integrazione.

Leone non ha dimenticato le decine di senza fissa dimora che gravitano intorno alla stazione «e che trovano accoglienza negli spazi della Caritas di via Marsala. In pochi metri – ha aggiunto il vescovo di Roma – si possono toccare le contraddizioni di questo tempo: la spensieratezza di chi parte e arriva con tutte le comodità e coloro che non hanno un tetto; le tante potenzialità di bene e una violenza dilagante; la voglia di lavorare onestamente e i commerci illeciti delle droghe e della prostituzione. La vostra parrocchia è chiamata a farsi carico di queste realtà, ad essere lievito di Vangelo nella pasta del territorio, a farsi segno di vicinanza e di carità».

Da qui il grazie ai Salesiani «per l’opera instancabile che portano avanti ogni giorno» e l’incoraggiamento alla comunità tutta «a continuare a essere una piccola fiammella di luce e di speranza». Nella I domenica di Quaresima, il Papa ha invitato i fedeli a «riscoprire la ricchezza del battesimo, per vivere da creature pienamente rinnovate grazie all’incarnazione, alla morte e alla risurrezione di Gesù». È nelle letture proposte dalla liturgia odierna che è possibile comprendere «il dono del battesimo come grazia che incontra la libertà» di ogni uomo «di riconoscere e accogliere l’alterità del Creatore, il quale riconosce e accoglie l’alterità delle creature».

Il Vangelo sulle tentazioni di Gesù nel deserto, per il Papa risponde «all’antico dilemma: posso realizzare la mia vita in pienezza dicendo “sì” a Dio? Oppure, per essere libero e felice, devo liberarmi di Lui?». L’atteggiamento di Cristo, che sconfigge il male opponendo a esso la Parola di Dio, «mostra l’uomo nuovo, l’uomo libero, epifania della libertà che si realizza dicendo “sì” a Dio». Tra i concelebranti i cardinali Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, e il titolare della parrocchia, Giuseppe Versaldi, prefetto emerito della Congregazione per l’educazione cattolica.

Accanto al Papa sull’altare anche il rettor maggiore dei Salesiani don Fabio Attard, il superiore della Circoscrizione Salesiana Italia Centrale don Roberto Colameo e il parroco don Javier Ortiz Rodriguez. Da quest’ultimo – che ha donato a Prevost un’’interpretazione dell’icona del Sacro Cuore di Gesù, che è il Buon Pastore ma che ha la ferita nel cuore, ed «è l’immagine che noi abbiamo nella cappella della comunità»  -, il grazie al Papa a nome di tutti i parroci della IV prefettura presenti alla celebrazione. «La ringrazio – ha detto – perché siamo nel suo cuore come parrocchie e per aver ripristinato il settore Centro della nostra diocesi di Roma». Le parole rivolte alla comunità, ha aggiunto, «sono un balsamo per le nostre ferite sociali e per la ripartenza di un progetto pastorale che sia come un treno ad alta velocità caricato di gioia, pace, speranza e di impegno cristiano per costruire comunità, raggiungendo tutti: i più giovani, i più bisognosi, i più soli».

22 febbraio 2026

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