Martedì 24 Febbraio 2026 10:02
Quattro anni di guerra in Ucraina. Preghiera con Zuppi a Santa Maria in Trastevere


Il presidente dei vescovi presiede la veglia per la pace promossa dalla Comunità di Sant'Egidio, dal 1991 nel Paese, dove ha realizzato 5 centri per sfollati. Dall'inizio del conflitto, inviate 4.450 tonnellate di aiuti umanitari; raggiunte 750mila persone
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Era il 24 febbraio 2022 quando la Russia invadeva il territorio ucraino, dando inizio a una guerra che non accenna a finire. Quattro anni dopo, la Comunità di Sant’Egidio invita i romani a stringersi nella preghiera per la pace, a sostegno di una popolazione martoriata. L’appuntamento è alle 20 nella basilica di Santa Maria in Trastevere; a presiedere la veglia, il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi.
«Il popolo ucraino sta pagando un prezzo enorme, con troppe vittime: 15mila civili uccisi, secondo l’Onu, con un incremento del 31% nel 2025. E secondo stime attendibili sono 450mila i caduti tra i soldati da entrambe le parti e oltre un milione i feriti», ricordano da Sant’Egidio. Ad aggravare la situazione, i continui attacchi alle infrastrutture energetiche, che hanno causato un black out elettrico generalizzato nella Capitale Kiev e in altre grandi città, provocando anche frequenti interruzioni alla fornitura del riscaldamento, mentre le temperature sono costantemente sotto lo zero, raggiungendo anche i – 20°. «Nel paese si calcolano 10,8 milioni di persone vulnerabili su una popolazione scesa, dal febbraio 2022, a 29 milioni: praticamente una famiglia ucraina su tre ha bisogno di assistenza umanitaria».
Ma 4 anni di guerra hanno visto anche un crescente impegno di solidarietà della Comunità in Ucraina. Presente nel Paese dal 1991, fin dai primi giorni dopo l’invasione russa Sant’Egidio ha realizzato un’estesa rete di aiuti umanitari con cinque centri per sfollati interni – 3 a Kiev, 1 a Leopoli e 1 a Ivano-Frankivsk -e distribuzioni nelle regioni vicine alla linea del fronte, in particolare a Kramatorsk, Nikopol, Kharkiv e Sumy. Dall’inizio del conflitto a oggi, ha inviato 213 carichi, per un totale di 4450 tonnellate di aiuti umanitari: 750mila persone hanno ricevuto generi alimentari, abbigliamento, prodotti per l’igiene, mentre 2 milioni di persone hanno usufruito di aiuti sanitari.
L’Ucraina, affermano da Sant’Egidio, «ha bisogno di pace e l’impegno umanitario aiuta a liberare dalla violenza, dall’odio, dalla disumanità. Per questo c’è bisogno di un sostegno largo e generoso, che non può affievolirsi, ma anzi deve rafforzarsi – è l’esortazione -: dopo 4 anni di guerra, investire sull’aiuto alla popolazione è l’unico modo per dare un futuro all’Ucraina, perché la solidarietà costruisce già oggi un pezzo di pace. Nel buio e nel gelo che avvolgono l’Ucraina l’impegno umanitario è una luce che può consentire di scorgere la pace e guardare al futuro con speranza».
24 febbraio 2026
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