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Martedì 24 Febbraio 2026 09:02

Quarticciolo: «Il Papa ci riporta speranza»



Domenica 1° marzo la visita pastorale di Leone alla parrocchia dell’Ascensione. Il parroco padre Daniele: «Il quartiere è scoraggiato. La presenza del pontefice, sostegno al nostro impegno». Il degrado persistente e le promesse mancate

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Speranza. È lo spirito con cui i cittadini del Quarticciolo accoglieranno domenica 1° marzo Papa Leone XIV in visita pastorale alla parrocchia dell’Ascensione. «Il quartiere è scoraggiato e per questo la gente ringrazia il Papa per questa vicinanza alle periferie», spiega il parroco, padre Daniele Canali, dehoniano. «Ci sentiamo abbandonati. Il Papa ci riporta speranza», commenta la signora Patrizia raccontando i problemi del quartiere. «Dopo tante promesse, qua non è stato fatto nulla. Non bastano un marciapiede o un’aiuola nuova», si sfoga padre Daniele. Il “decreto Caivano” aveva previsto ben 15 interventi con un finanziamento di 30 milioni: asili nido, scuole, aree verdi, videosorveglianza, sportello socio-assistenziale, iniziative di sviluppo economico locale. I lavori dovevano iniziare a settembre per terminare a settembre 2027, ma non si vede nulla.

Chi invece non si è certo bloccata è la rete di realtà sociali, dal Comitato di quartiere alle varie associazioni, in collaborazione con la parrocchia che è davvero un cantiere di idee e realizzazioni. «La visita del Papa è un sostegno al nostro impegno», è convinto padre Daniele. E così l’incontro con Leone XIV è un fitto programma. Si comincia coi bambini del catechismo che accoglieranno Prevost sul sagrato della chiesa (opera iniziata, non finita, ma coi fondi del Giubileo) e leggeranno letterine di benvenuto. Poi, nel salone parrocchiale, l’incontro con 40 persone, simboli di solitudine e povertà. Immigrati, disabili, malati. «Porterò al Papa i saluti di tanti malati e disabili che non potranno venire perché nei palazzi non ci sono gli ascensori. Sempre chiusi in casa…», denuncia il parroco. Altro forte simbolo, per un quartiere considerato la più importante piazza di spaccio di Roma, sarà la presenza di quattro mamme di tossicodipendenti in carcere. «Sono segni di speranza: una fa la catechista e un’altra la volontaria Caritas».

Nella chiesa un grande striscione con la scritta “Daje Papa Leone sei un grande”. «Siamo una parrocchia di borgata», sorride padre Daniele. E concretamente accogliente. Il primo e principale problema resta la casa. Nel quartiere gli appartamenti Ater sono 2.050, di questi 500 sono occupati abusivamente, 250 in procedura di sanatoria. Sono 79 gli sfratti esecutivi, 6 eseguiti, tra i quali una famiglia con bambini e una donna disabile. Ma al loro posto non è andato nessuno. E non sono gli unici. Nel quartiere sono 172 gli appartamenti vuoti, perché degradati, l’Ater non li sistema e le famiglie assegnatarie non hanno i soldi per farlo. Ma quello della carente manutenzione degli immobili pubblici è un problema generale. Lo abbiamo toccato con mano girando per il quartiere accompagnati da Daniele Leppe, avvocato, che ogni settimana apre uno sportello di ascolto per i diritti dei cittadini, e da Alessia, volontaria del Comitato di quartiere.

Facciamo tappa all’8° lotto, un concentrato di recenti e vecchi problemi. Ma è commuovente vedere come gli abitanti curano le loro aiuole. Da soli. Ma al quarto pianto della scala E degrado e abbandono ti cadono letteralmente in testa. Pioggia e mancanza di manutenzione da parte dell’Ater hanno fatto crollare il soffitto un mese fa dopo 4 anni di infiltrazioni e di inutili segnalazioni. Dopo il crollo intervengono i vigili del fuoco: avvertono l’Ater, che fa sistemare delle tavole di legno a protezione. Ma la pioggia continua a infiltrarsi.

Dall’acqua al fuoco. Nella scala A il 21 gennaio qualcuno dà fuoco a un scooter parcheggiato nell’androne. Le fiamme salgono lungo le scale, ora tutte nere. L’aria è irrespirabile, alcuni abitanti sono stati ricoverati. I condomini mandano una Pec all’Ater, segue una diffida, «ma fino a ora non è venuto nessuno». Accanto al portone un foglietto scritto a mano avverte che «la signora che pulisce la scala ha aumentato la quota a 10 euro». Ma non dovrebbe essere l’Ater a occuparsi delle pulizie? «Mai fatto», mi rispondono. L’acqua, anzi i liquami, torna per il terzo problema. La fogna scaricava nel locale caldaie e questa volta l’Agenzia è intervenuta. «Ma ora si infiltra da altre parti, c’è sempre puzza», si lamenta la signora Patrizia. Per non parlare dell’amianto che nessuno ha mai bonificato. «Consegneremo al Papa foto e lettere dei bambini sul tema “come è la tua casa”», anticipa Alessia. «La gente soffre incuria e abbandono, ma non se ne vuole andare, questo è il loro quartiere. Proprio per questo attendono il Papa con tanta speranza», ci saluta padre Daniele.

24 febbraio 2026

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