Mercoledì 25 Febbraio 2026 12:02
Il Papa nomina quattro vescovi per Roma


L'annuncio nell'Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense, in contemporanea con la diffusione della notizia da parte della Santa Sede: don Sparapani, don Zenobbi, don Carlevale e don Valenti. La consacrazione il 2 maggio a San Giovanni in Laterano
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Quattro nuovi vescovi ausiliari per la diocesi di Roma. Le nomine di Papa Leone XIV sono state annunciate a mezzogiorno di oggi, 25 febbraio dal cardinale vicario Baldo Reina nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense, in contemporanea con la diffusione della notizia da parte della Sala stampa della Santa Sede.
Due dei nuovi vescovi, don Stefano Sparapani, classe 1956, parroco di San Basilio dal 2010, e don Alessandro Zenobbi, nato a Roma nel 1969, parroco di Santa Lucia dal 2017, fanno già parte del Consiglio episcopale in quanto rispettivamente finora vicari episcopali per il settore Nord e per l’Ovest. Gli altri due ausiliari nominati dal Santo Padre sono don Andrea Carlevale, nato a Roma nel 1971, dal settembre 2025 parroco di San Giovanni Battista de Rossi all’Appio Latino, e don Marco Valenti, nato a Cantalupo Sabino (Rieti) nel 1961, dal 2024 parroco della Trasfigurazione al quartiere Gianicolense.
«È una notizia che aspettavamo da tempo – ha affermato Reina dando lettura della lettera ricevuta dal Nunzio, davanti al sacerdoti del Consiglio presbiterale e ai parroci prefetti, presenti insieme ai laici e ai sacerdoti che lavorano in Vicariato -. Sono quattro presbiteri della diocesi, stimati da tutto il popolo di Dio. Il Papa mi ha anticipato che sarà lui stesso a consacrarli, il 2 maggio alle 17 nella basilica di San Giovanni in Laterano». Ricordando i 29 anni dalla morte del cardinale Ugo Poletti, il vicario del Papa ha richiamato alla nota che «ci accomuna», vale a dire «il desiderio di servire la Chiesa, sempre pronti a donare la vita. Nel corso degli anni può cambiare la veste che indossiamo, ma lo spirito resta questo».
Don Sparapani, che diventa titolare della diocesi di Bisenzio, già vicario episcopale per il settore Nord, ha ricordato anzitutto la reazione dei suoi genitori alla notizia della vocazione sacerdotale, per dire dei sentimenti di queste ore. «Prevale la reazione di mia mamma: “Se questa è la volontà di Dio, sia fatta la volontà di Dio”. E lo dico con gioia. Conosco decine di preti migliori di me», ha aggiunto, citando per primi don Concetto Occhipinti e monsignor Andrea Manto, anche loro finora vicari episcopali. «Il Signore non sceglie i migliori ma l’importante è che facciamo sempre le sue cose, andando avanti per il bene della Chiesa di Roma». Quindi il grazie al Papa, al Consiglio episcopale, ai sacerdoti e ai laici presenti. «Spero di poter fare la mia parte», ha concluso.
Di «intreccio di sentimenti» ha parlato anche don Alessandro Zenobbi, anche lui già membro del Consiglio episcopale come vicario per il settore Ovest, a cui Leone ha assegnato la sede titolare di Biccari. «Gioia», anzitutto, perché «sono contento di essere prete, delle esperienze vissute prima a San Policarpo e poi a Santa Lucia». Ma anche «confusione», perché «so quello che lascio ma non so quello che trovo. Dopo 30 anni, la vita del prete la conosco. Ora c’è un’incognita ma prevale la fiducia in Dio. Ho avuto dei sogni – ha aggiunto – e mi sono ritrovato dove non credevo di andare. Confido nel Signore con gratitudine, consapevole che ci sono chiamate nella chiamata». L’ultimo sentimento è la «gratitudine al Papa, per poter vivere questo amore ancora più grande per Roma». Confidando nella «fraternità tra i vescovi», dopo aver vissuto l’esperienza della fraternità sacerdotale in parrocchia.
Sabino di Cantalupo ma «naturalizzato romano», don Marco Valenti, vescovo eletto della sede titolare di Arpi. «Tante sensazioni ed emozioni – ha confidato -. Sto cercando di capire». Entrato da piccolo nella diocesi di Roma, «ho incontrato persone belle», passando dal Seminario Minore al Maggiore, per poi ricevere l’ordinazione sacerdotale dal cardinale Ugo Poletti. «Chiedo al Signore che mi guidi a fare la sua volontà», ha detto, auspicando anche lui la possibilità di vivere momenti di comunione fraterna con gli altri membri del Consiglio episcopale.
Improntate all’emozione le parole di don Andrea Carlevale, che diventa titolare della sede di Atella. A cominciare dal grazie a Papa Leone, che lo ha chiamato a «collaborare con lui al governo pastorale della diocesi», ha detto citando con commozione le parole della lettera ricevuta dal Nunzio apostolico. «Appena mi ha informato – ha riferito – io ho replicato “Ma io non ha mai fatto altro che il prete in parrocchia e sto ancora imparando”. Ma questo per lui non sembrava avere importanza». Nel suo pensiero anzitutto i preti che gli saranno affidati. «Chiedo pazienza se i primi tempi farò fatica ma credo che ci meterò poco a comprendere la fatica che ho condiviso finora con voi nel servire questa Chiesa di Roma a cui tanto vogliamo bene»
25 febbraio 2026
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