Servizi > Feed-O-Matic > 705528 🔗

Mercoledì 25 Febbraio 2026 17:02

Nel mondo oltre 500 milioni di bambini vivono in Paesi in guerra



I dati riferiti dalla direttrice generale Unicef Catherine Russell al Consiglio di sicurezza Onu. Dal 2005, verificati oltre 14mila attacchi contro scuole e 3mila casi di utilizzo militare di edifici scolastici

L'articolo
Nel mondo oltre 500 milioni di bambini vivono in Paesi in guerra
proviene da
RomaSette
.

#dal mondo #solidarietà #attacchi a scuole #bambini in paesi in guerra #catherine russell #unicef #vetrina
leggi la notizia su RomaSette





Nel mondo «più di 500 milioni di bambini – quasi uno su cinque a- vivono in Paesi in cui sono in corso guerre o altri conflitti violenti». Lo ha riferito la direttrice generale dell’Unicef Catherine Russell al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nell’ambito del meeting su “Istruzione sicura per prevenire il reclutamento e l’utilizzo di bambini nei conflitti armati”. Ogni anno, ha dichiarato, «decine di migliaia di bambini vengono uccisi o feriti nei conflitti armati, e questo numero è in aumento. Inoltre, molti bambini sono malnutriti a causa dei conflitti e non possono andare a scuola. L’istruzione dei bambini è sempre più sotto attacco diretto», ha aggiunto.

Dal 2005, quando il Consiglio di sicurezza ha adottato la Risoluzione 1612, «le Nazioni Unite hanno verificato più di 14mila attacchi contro scuole e oltre 3mila casi di utilizzo militare di scuole:  quasi due attacchi al giorno, per due decenni. Il ritmo di questi attacchi è in aumento – sono ancora le parole di Russell -, con più della metà dei casi verificatisi solo negli ultimi dieci anni. Basti pensare che «solo nella Striscia di Gaza, dal 2023 il 97% delle scuole è stato danneggiato o distrutto. In Paesi come la Repubblica democratica del Congo, il Myanmar e l’Ucraina, centinaia di scuole sono state saccheggiate, incendiate e attaccate con armi esplosive come bombardamenti e attacchi aerei».

Per la direttrice generale Unicef, si tratta di «gravi violazioni nei confronti dei bambini, attacchi diretti alla loro sicurezza, dignità e futuro. Quando le scuole vengono attaccate o occupate – ha osservato -, i bambini perdono molto più che opportunità di apprendimento, perdono spazi sicuri, opportunità di sviluppo sociale con i loro coetanei e accesso a servizi essenziali come l’alimentazione scolastica, l’assistenza sanitaria e il sostegno alla salute mentale. Possono anche perdere l’accesso a informazioni salvavita sui rischi rappresentati dai residuati bellici esplosivi».

Ancora, i bambini che non frequentano la scuola «sono esposti a rischi significativamente più elevati di sfruttamento, lavoro minorile, matrimoni precoci, tratta e reclutamento in gruppi armati. Nei casi in cui i gruppi armati utilizzano le scuole come basi o depositi di armi, si assiste spesso a un aumento del reclutamento e dell’utilizzo di bambini». E «possono essere costretti a prestare servizio come soldati o corrieri e sono esposti a sfruttamento e abusi sessuali. La presenza di attori armati nelle scuole espone inoltre studenti e insegnanti al rischio di ferite e morte durante gli attacchi delle forze avversarie». Di qui l’appello a proteggere l’istruzione: «Significa garantire la sicurezza delle scuole e assicurarsi che le parti in conflitto si astengano dall’utilizzarle per scopi militari».

25 febbraio 2026

L'articolo
Nel mondo oltre 500 milioni di bambini vivono in Paesi in guerra
proviene da
RomaSette
.

più letti
Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI