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Giovedì 26 Febbraio 2026 10:02

Scuole aperte come presidi civici e culturali

Vademecum delle Scuole Aperte, 26 febbraio 2026
Vademecum delle Scuole Aperte, 26 febbraio 2026
La presentazione del Vademecum, promosso da Roma, Bergamo, Bologna e Milano. «In un tempo di disuguaglianze educative e povertà relazionali, aprire le scuole è costruire comunità»

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Vademecum delle Scuole Aperte, 26 febbraio 2026
Vademecum delle Scuole Aperte, 26 febbraio 2026
In un’Italia attraversata da disuguaglianze sociali e povertà educative, c’è un’idea di scuola che non si limita all’orario delle lezioni, né agli apprendimenti tradizionali. Una scuola che resta aperta, che si intreccia con la vita dei quartieri, che si assume una responsabilità educativa, culturale e civica più ampia. «È la scuola di cui c’è bisogno oggi». Quella al centro del
Vademecum delle Scuole Aperte
come presìdi civici e culturali, promosso da Roma, Bergamo, Bologna e Milano, che viene presentato questa mattina, 26 febbraio, all’Acquario Romano, con il patrocinio di Anci. Non solo una raccolta di buone pratiche ma «un manifesto sulla scuola come può essere e sul ruolo che può e deve avere nei territori – spiegano i referenti di Roma Capitale -. Una presa di posizione politica e amministrativa che parla a tutti gli enti locali che intendono investire sull’educazione come bene comune, e sulla scuola come infrastruttura pubblica che resta aperta sconfinando nel tempo e nello spazio, oltre gli orari e gli apprendimenti curricolari, con il protagonismo delle comunità educanti e delle comunità territoriali».

Il documento nasce dal lavoro congiunto tra le quattro amministrazioni, che questa mattina si confrontano sulle scelte politiche e amministrative che hanno reso possibile l’apertura delle scuole al territorio, sulle criticità incontrate e sulle soluzioni adottate. Un dialogo pensato per alimentare il dibattito pubblico e offrire spunti concreti anche ad altri enti locali. Per Roma intervengono il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore Claudia Pratelli (Scuola formazione e lavoro); per il Comune di Bergamo l’assessore l’assessore Marzia Marchesi (Servizi per l’infanzia, educativi e scolastici, politiche giovanili); per il Comune di Bologna Daniele Ara (Scuola, nuove architetture per l’apprendimento, adolescenti); per il Comune di Milano il vice sindaco Anna Scavuzzo, che è anche assessore all’Istruzione. Previsti anche i contributi del sindaco di Bergamo Elena Carnevali, delegata Anci all’Istruzione e alle politiche educative, e di Carla Fermariello, presidente della Commissione Scuola di Roma Capitale.

«In un tempo segnato da disuguaglianze educative e povertà relazionali – osservano dal Campidoglio -, aprire le scuole significa costruire comunità, rafforzare alleanze e restituire centralità all’educazione come bene comune». Di qui la scelta di mettere a confronto le esperienze, in una mattinata arricchita anche dal contributo dell’insegnante e scrittrice Viola Ardone e dalle voci delle Scuole Aperte, con testimonianze dirette di chi vive quotidianamente questi spazi come luoghi condivisi di educazione, cultura e partecipazione. Nel pomeriggio poi è previsto un tavolo tecnico di approfondimento, su iscrizione, rivolto a Comuni, dirigenti scolastici, docenti, associazioni e operatori interessati ad avviare o consolidare politiche di scuola aperta, con uno spazio dedicato allo scambio di pratiche e all’approfondimento operativo del vademecum. Per dare sempre più vita a un modello che sta già cambiando il volto di molte scuole e che punta a diventare una leva strutturale delle politiche educative urbane.

26 febbraio 2026

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