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Giovedì 19 Febbraio 2026 13:02

Roma non è più gratis: cronache semiserie dalla città che ha scoperto il POS

Abbiamo finalmente capito una cosa rivoluzionaria: per fare cassa basta mettere un ticket sulle cose che già esistono da 2000 anni, tipo la Fontana di Trevi. Ci siamo fatti due conti e abbiamo scoperto qualcosa che all’estero avevano intuito da almeno un secolo: il turismo è una miniera d’oro. Letteralmente: circa 200mila euro incassati nelle […]

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Abbiamo finalmente capito una cosa rivoluzionaria: per fare cassa basta mettere un ticket sulle cose che già esistono da 2000 anni, tipo la Fontana di Trevi. Ci siamo fatti due conti e abbiamo scoperto qualcosa che all’estero avevano intuito da almeno un secolo: il turismo è una miniera d’oro. Letteralmente: circa 200mila euro incassati nelle prime due settimane con il nuovo sistema di biglietto da 2€ per vedere da vicino la Fontana di Trevi, e le stime parlano di circa 6,5 milioni in un anno. E allora una domanda sorge spontanea: ma se funziona così bene, dove ci fermeremo?

Per anni Roma è stata quella zia ereditiera che viveva come se fosse povera. Aveva il Colosseo, il Pantheon, Piazza Navona, un tramonto tra i più belli del Pianeta e li regalava al mondo come un free drink offerto non si sa da chi. Poi però andava all’estero, e lì si che je rodeva: “ah devo paga’ 15€ per vedere sta zozzeria? Ma lo sanno chi sono io?”. Ma adesso pare che ci sia stato un cambio di mentalità. Non più “venite pure”, ma “venite pure… però prima passate dalla cassa”.

Un trend che i romani hanno iniziato a mettere in atto già da un po’ e gli esempi si sprecano. C’era un tempo in cui si poteva entrare liberamente nell’area archeologica del Circo Massimo, nell’Area Sacra di Largo Argentina, al Pantheon. Quest’ultimo, ad esempio, nel 2023 passò da gratuito a un biglietto intero di 5 euro. L’introduzione di questo ticket simbolico ha portato a un risultato quasi scontato: da luglio a novembre 2023 i visitatori sono diminuiti a circa 1,4 milioni, generando però incassi per 5,3 milioni di euro. Meno persone rispetto all’era gratuita, ma un notevole guadagno per la città. 

È un bene? Un male? Il trend è lo stesso che stiamo riscontrando in questo primo periodo con la Fontana di Trevi: 200 mila euro di incassi in due settimane → 100mila euro a settimana → 50mila visitatori paganti a settimana. Pensate che prima, nell’era di “Roma zia ereditiera”, si registravano circa 30.000 visitatori… al giorno! Con picchi fino a 70.000 in alcune giornate di alta stagione. 

C’è chi storce il naso davanti a questi calcoli, ma non è una politica necessariamente sbagliata. Le città europee lo fanno da anni. 

Venezia monetizza l’accesso, Parigi monetizza l’esperienza, Londra monetizza pure l’aria che respiri, Roma sta solo entrando nel capitalismo emozionale con qualche decennio di ritardo. Il punto è che Roma non è una città normale. E se iniziamo così, il futuro sembra già scritto. What’s next? Un euro per riempire la borraccia ai nasoni? (acqua premium, filtrata da 2000 anni di storia negli acquedotti romani originali). Tre euro per guardare il tramonto dal Gianicolo? (biglietto ridotto per le coppie ufficiali, con supplemento per gli amanti). Possono sembrare delle battute, ed in effetti lo sono, ma anche il biglietto per vedere la Fontana di Trevi era una battuta qualche anno fa, e oggi è una realtà specchio del cambiamento dei tempi e con cui, vuoi o non vuoi, tocca fare i conti. 

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