Venerdì 13 Febbraio 2026 16:02
Lettera d’amore al single romano
La camminata spavalda, lo sguardo in alto, l’aria sfidante, il petto gonfio. Quasi uno show, l’ennesima performance fuori dalle righe. È così che il single romano si fa largo sei sere su sette nella giungla dei locali capitolini: Room26, Toy, Sanctuary, Vanity, Lanificio. Dipende dalla zona di influenza, ma una cosa è certa: almeno una […]
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La camminata spavalda, lo sguardo in alto, l’aria sfidante, il petto gonfio. Quasi uno show, l’ennesima performance fuori dalle righe. È così che il single romano si fa largo sei sere su sette nella giungla dei locali capitolini: Room26, Toy, Sanctuary, Vanity, Lanificio. Dipende dalla zona di influenza, ma una cosa è certa: almeno una volta al mese li benedice tutti.
A inizio serata è già ubriaco come una pigna. La sua entrata in discoteca ha come colonna sonora Che idea di Pino D’Angiò (i Millennials capiranno). Il single romano non è estroverso, c’è diventato per necessità, perché si innamora in media otto-nove volte al giorno, quando meno se l’aspetta, e deve essere pronto a mettere in pratica la massima che s’è tatuato a 18 anni sulle spalle: Carpe Diem. S’innamora al semaforo sulla Nomentana mentre aspetta il verde, in fila al Pewex, sulla panca della McFit, quando porta Brioschi fuori la sera… Povera vittima a quattro zampe inconsapevole di essere la parte più importante della strategia del single di portare il bilancio sentimentale in positivo.
Nel tempo libero allena il pollice destro a fare swipe a destra e a sinistra. Sul cesso aggiorna la bio di Tinder per renderla più ficcante. Sta ancora cercando il giusto equilibrio tra simpatia e mistero, tra “amo Molière, Van Gogh e fare trekking la domenica mattina” e “non me ne frega ’ncazzo, basta che scopamo”.
Tra tutti i ritratti capitolini, oggi più che mai, il single romano appare come un eroe. E vogliamo dedicargli queste righe per dirgli una cosa che nessuno gli dice mai: grazie.
Grazie per non usare la parola date, perché sai benissimo che Ponte Mammolo non è Notting Hill. Per te sarà per sempre “uscì con una tipa”. O con due, dipende.
Grazie per mandare avanti l’economia della notte romana. Per campare intere generazioni di ristoratori, ma anche pub, discoteche, taxi, hotel. E poi ricominciare il giro, ripartendo dal ristorante. Ma non solo la notte: tu mandi avanti l’economia in generale, paghi tutto quasi il doppio senza lamentarti mai.
Grazie perché ci sei sempre. Ti si può chiamare fino a cinque minuti prima e la tua risposta sarà sempre una: “arivo”. Ti sei accollato concerti, mostre, viaggi, apertitivi, corsi di ceramica, ritiri di yoga, settimane bianche, cinema, teatri, mezze maratone, balletti… perché l’anima gemella si può trovare ovunque e in qualsiasi momento, e tu sei pronto ad essere ovunque e in qualsiasi momento. Ma soprattutto, grazie per fare una cosa che manderebbe in paranoia anche un monaco tibetano: partecipare a cene di amici in cui sono tutti in coppia. Tanto lo sai che sei e sarai sempre il più preso bene della tavolata. E che se per gli altri quella cena è la serata, per te è solo il riscaldamento prima di fare le cose sul serio: salire in macchina, mettere Che idea di Pino D’Angiò e andare al Room a goderti l’irresistibile libertà del single romano.
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