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Giovedì 26 Febbraio 2026 15:02

Reina al Campus Bio-medico: grazie per il servizio alla città

La Messa presieduta dal cardinale Reina al Campus Bio-medico, 26 febbraio 2026
La Messa presieduta dal cardinale Reina al Campus Bio-medico, 26 febbraio 2026
L’inaugurazione del nuovo accademico: la Messa con il cardinale vicario e la cerimonia con la relazione del rettore Papalia che invita a «condividere le fragilità». Il messaggio della premier Meloni

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La Messa presieduta dal cardinale Reina al Campus Bio-medico, 26 febbraio 2026
La Messa presieduta dal cardinale Reina al Campus Bio-medico, 26 febbraio 2026
La vita accademica sia «un trampolino per una vita piena e autentica» e «testimonianza nella ricerca di bellezza, bene e verità». Con queste parole il cardinale vicario BaldoReina si è rivolto alla comunità del Campus Bio-Medico di Roma, durante la Messa celebrata stamattina nella cappella dell’Ateneo, poco prima della cerimonia di inaugurazione del 33° anno accademico.

Reina ha invitato la comunità accademica a perseverare «nella realizzazione dei vari percorsi universitari e di vita affidandosi a Dio, bussando alla sua porta». Questo, ha sottolineato, «permette di avere una vita di pienezza e, allo stesso tempo, di affrontare le difficoltà, di affrontare quel lavoro visibile con il sudore della fronte, con spirito di sacrificio quotidiano». Spesso, ha spiegato Reina, pensiamo che il Signore non risponda a tutte le richieste, ma in realtà «ci invita a vedere ciò che chiediamo sotto un’altra luce»: non cose materiali, ma di fede, verità e bellezza. Infine, la gratitudine del cardinale al Policlinico, «per il servizio alla città e in generale a quanti da tutta Italia trovano un luogo di cura, accoglienza, vicinanza» e «carità e fratellanza cristiana».

cardinale Reina al Campus Bio-medico, Rocco Papalia, 26 febbraio 2026
cardinale Reina al Campus Bio-medico, 26 febbraio 2026
La cerimonia di inaugurazione, che si è svolta nell’aula magna Trapezio, si è focalizzata sul tema “Educare l’intelligenza, coltivare l’umanità” e si è aperta con la lettura del messaggio inviato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sottolineato che la formazione e la ricerca di qualità, «in particolare nell’ambito della medicina, determinano la capacità di una nazione di poter garantire ai propri cittadini livelli di cura e di assistenza adeguati, i cui benefici impattano non solo sull’economia e sulla produttività, ma anche sul benessere sociale».

La Messa presieduta dal cardinale Reina al Campus Bio-medico, 26 febbraio 2026
La Messa presieduta dal cardinale Reina al Campus Bio-medico, 26 febbraio 2026
Proprio di umanità e scienza ha parlato il rettore Rocco Papalia: per ogni università degna di questo nome «servizio significa accompagnare gli studenti non solo nell’acquisizione di competenze, ma nella scoperta di senso, custodendo il sapere senza piegarlo al profitto immediato». Richiamando il principio “One Health” ha ricordato che «ogni paziente è nostro fratello, nostra sorella. La competenza tecnica è indispensabile, ma non basta perché occorre la capacità di stare accanto e condividere la fragilità».

Inaugurazione 33° a.a. Campus Bio-medico, Rocco Papalia, 26 febbraio 2026
Inaugurazione 33° a.a. Campus Bio-medico, Rocco Bellantone, 26 febbraio 2026
Agli studenti, poi, l’augurio di essere «coraggiosi nello studio e fedeli ai valori, perché il mondo ha bisogno di professionisti competenti, ma ancora di più di donne e uomini integri, capaci di servire con intelligenza, responsabilità e umanità». Proprio gli studenti del Campus sono in crescita in questi anni: oltre 4.000 iscritti provenienti da 40 nazionalità diverse, suddivisi in 16 corsi di laurea nelle aree di Medicina e Chirurgia, Ingegneria, Scienze e Biotecnologie e in 31 scuole di specializzazione, mentre sono oltre 7.000 i già laureati attivi nel mondo del lavoro.

Inaugurazione 33° a.a. Campus Bio-medico, 26 febbraio 2026
Di prossimità ha poi parlato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone: «La scienza e la medicina non sono mai un mero atto tecnico, ma una relazione. Il nostro obiettivo è far comprendere che dietro ogni diagnosi, ogni cura, ogni intervento ci sono persone e famiglie. Di pari passo è nostro compito sviluppare ma non farsi sottomettere dalle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, che possono elevare l’efficienza della medicina ma non potranno mai sostituire l’umanità».

La prolusione accademica, invece, è stata affidata al preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Bruno Vincenzi, che si è concentrato sull’evoluzione dell’oncologia: «in tremila anni è passata da un sapere empirico a una disciplina fondata sulla biologia molecolare e di precisione. Questo – ha spiegato – dimostra quanto l’intelligenza umana possa essere posta al servizio delle persone e conferma la capacità di superare i limiti grazie alla cooperazione e alla generazione di nuovo sapere». Sono intervenuti anche Cristina Rossello, consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini; Carlo Tosti, presidente dell’Università e della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, e Andrea Rossi, ad dell’Università.

26 febbraio 2026

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